CONTINUANO I DIALOGHI A DISTANZA TRA I PROTAGONISTI E NON DELLA DAVIS CHE VERRA’

Forse il tennis non avrebbe avuto bisogno di tutto questo, ma come spesso capita le riforme generano dubbi, contrasti, posizioni offuscate e pareri da interpretare. Da una parte c’è Piquet, il calciatore e l’ideatore (chissà poi perché) del nuovo format, con il suo gruppo, della Davis che verrà ed avrà sede a Madrid nella sua prima uscita ufficiale datata 2019. Dall’altra i giocatori, in particolare Federer, ma non solo tra i big, che non pare aver gradito molto la nuova formula e spinge per la sua Rod Laver Cup. Piquet vuol fare il superiore e dice che non c’è lotta di ego tra lui e lo svizzero e che non vuole nemmeno entrare nella discussione: “Stiamo lavorando per costruire una grande competizione”. Intanto pensa a progetti analoghi nel calcio (forse sarebbe stato meglio limitarsi al proprio ambito).
In mezzo ci sono Albert Costa e Galo Blanco, personaggi di spicco della nuova organizzazione (Kosmos) facente capo a Piquet che si dicono pronti a credere nel successo della prossima Davis, contando soprattutto il primo nella partecipazione alla fase finale dello spagnolo per eccellenza, Rafael Nadal. Entrambi fanno capire di puntare sulla presenza delle Nazioni ancora prima che dei giocatori ma ci sembra una tesi piuttosto romantica e poco percorribile perché l’evento lo fanno i protagonisti, i big, e non certo e solo le bandiere.
I dubbi permangono, ancor più avendo assistito in questi giorni all’entusiasmo in terra di Francia per la finale ultima edizione della Davis 2018. Spettacolo questo che, ed è una certezza, non si vedrà più, tanto nelle fasi intermedie della competizione, quanto in quella conclusiva.

di Roberto Bertellino

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