DANILO PIZZORNO, IL MAGO DELLA VIDEO ANALISI

La video analisi come strumento di crescita, per tutti. E’ questa in sintesi la “mission” di Danilo Pizzorno, torinese classe 1965 e Maestro Nazionale FIT dall’ormai lontano 1990, nonché Professional PTR : “La passione per l’immagine – sorride – l’ho ereditata da mio padre, che amava la fotografia ed aveva in casa le camere oscure per lo sviluppo degli allora negativi. Piano piano l’ho fatta mia trasponendola nel video e facendo diventare ciò che inizialmente era assolutamente sperimentale un lavoro a tutti gli effetti”. Rivivere i passaggi di questa occupazione con chi oggi e non solo in Italia rappresenta un vero e proprio punto di riferimento di settore significa ripercorrere le tappe anche tecnologiche delle riprese e dell’editing: “Quando ho iniziato – ricorda Pizzorno – tutto si girava con le cassette VHS. Le mie giornate si dividevano tra l’insegnamento all’agonistica nel pomeriggio e la formazione specifica al mattino, cercando di carpire i segreti del montaggio presso il Cinema Torino in piazza Cavour. L’idea originaria era quella di migliorare, attraverso questi nuovi strumenti, il mio lavoro di maestro. Riprendere il movimento e far meglio comprendere il gesto all’allievo. Furono anni di sperimentazioni, mentre al termine di quel primo decennio si stava affacciando il digitale. Nel 2001, in occasione di un Simposio PTR in America, partecipai ad una lezione di video analisi comparata tenuta dai professionisti di allora. Tornato in Italia cercai su internet riferimenti relativi alla presenza o meno della video analisi nel tennis e mi resi conto che non ne esistevano. Il mezzo era usato nel golf, nella pallavolo e nello sci alpino, non nel nostro sport. A Sansicario ebbi i primi consulti con i maestri di sci per capire come la usavano e come la proponevano ai loro allievi. Così iniziai ad attrezzarmi con la strumentazione del periodo, con tanto di videocamere e computer ed offrii il primo supporto ad un giocatore di alto livello come Ivan Ljubicic, all’epoca numero 51 Atp”.

Tante immagini a disposizione di tutti
L’obiettivo è però sempre stato quello di incamerare immagini e dati per poi metterli a disposizione dei tennisti di ogni categoria: “Risale al 2006 – prosegue il maestro dal cui racconto traspare evidente la passione per il proprio lavoro – la prima esperienza alla Tennis Clinic di Sansicario. Riprese agli allievi durante le settimane di stage e al termine del periodo esame delle sequenze effettuate e momento di confronto con la “consegna” degli obiettivi da raggiungere per migliorare il proprio tennis”. Nel 2007 – 2008 un ulteriore passo in avanti legato all’evoluzione tecnologica dell’attrezzatura di lavoro, con l’introduzione di apparecchiature dotate del primo slow motion. E proprio nel 2007 arriva la decisione di Danilo Pizzorno di abbandonare il campo frequentato in maniera classica e far diventare la video analisi il mezzo principe della propria attività. Con quale finalità?: “Essere di supporto agli allenatori, ai giocatori e ai preparatori atletici. Questo sia nella fase di preparazione ai diversi match, che di approccio al torneo, ed ancora all’intera stagione”. Ad oggi la raccolta dati di Danilo Pizzorno è a dir poco pazzesca. Si assesta sulla dimensione di 30 Terabyte ed accorpa 22 anni di tennis di altissimo livello. Il modo migliore per capire dove sta andando il nostro sport”.

Sulle tracce dell’antesignano francese, un vero pioniere di settore
Un rapido passo indietro per comprendere ancora di più cosa voglia dire prepararsi e documentarsi per ambire a diventare professionisti esemplari: “Ho preso ad esempio e guardato le videocassette di un antesignano della video analisi in Francia, Gilles De Kermadec, il primo a creare il centro di settore al Roland Garros, fin dagli anni ‘70”. Danilo Pizzorno è stato anche responsabile della video analisi presso il Centro Tecnico Federale di Tirrenia (2009 – 2011), nonché di quella presso il Piatti Tennis Team dal 2005 al 2018.

Il metodo
Fondamentale è dar vita ad un metodo per sfruttare appieno il potenziale dello strumento: “Esistono dei punti chiave legati al mio metodo – precisa Pizzorno – dalla partenza al finale del gesto, con passaggi obbligati del movimento collegati a precisi principi biomeccanici. Il nutrito database di cui dispongo permette di agire su ogni singolo allievo evitando dispersioni poiché le casistiche su di una determinata problematica sono già state affrontate e risolte tante altre volte. Tra questi punti chiave molto importante è l’efficacia del colpo. Significa velocità, precisione, peso di palla. Prendiamo per esempio il diritto di Nadal. E’ potente ed efficace perché la palla gira tantissimo e la combinazione dei vari fattori lo rende difficile da contrastare. Non basterebbe solo una delle condizioni in questo suo colpo magistrale”.

La nuova frontiera
La nuova frontiera del settore si chiama PlaySight, un sistema nato in Israele che monitora ogni momento e ogni situazione che il giocatore e l’allievo affrontano durante la gara e l’allenamento, in tempo reale. Uno step evolutivo della video analisi che vede ancora una volta Danilo Pizzorno in prima linea. Sono oltre 20.000 i giocatori “analizzati” (oltre 100 al mese) dal maestro torinese lungo il proprio percorso, a partire dai big (Djokovic, Ljubicic, Gasquet, Raonic, Seppi, Fognini, Cecchinato, Bolelli, Golubev) fino ad arrivare ai 3.a e 4.a categoria. Aggiornamento e presenza (4 grandi tornei Atp l’anno seguiti e scandagliati) sono altre note caratterizzanti l’attività del video analista torinese che dall’ormai lontano 2001 opera con la sua azienda Progetto Videotennis. Le collaborazioni sono a largo raggio, con coach di tutto il mondo e scuole nazionali ed estere (Malta, Spagna, Francia e Croazia). Tra le recenti che hanno ricollegato Danilo Pizzorno al suo passato, anche quella con il Monviso Sporting Club, eletto centro di video analisi piemontese e l’Ace Tennis Center di Volvera: “Un gradito e motivante ritorno a casa – sottolinea Pizzorno – dove sono cresciuto professionalmente per quasi 17 anni e fino al 2011”. Tra le sinergie di carriera anche quella, già menzionata, con Riccardo Piatti.

L’oggi e il domani
Il credo è sempre e solo uno: “Si parla di obiettivi e mai di errori”. La soddisfazione maggiore?: “Vedere che il mio metodo ha apportato benefici reali, sia che si tratti di professionisti che di neofiti”. L’obiettivo futuro?: “Alzare ulteriormente il livello delle scuole tennis seguite partendo dal presupposto che il monitoraggio costante degli allievi (divisi in fasce) è fondamentale. Non è detto che un terza fascia dopo sei mesi non possa salire in prima ma solo con il monitoraggio è possibile saperlo e non disperdere potenziali talenti. La gioia massima sarebbe quella di portare degli junior al professionismo”. Tempo per le passioni?: “Non molto ma i viaggi veri alla scoperta delle radici delle cose, delle persone, delle culture, sono per me il massimo. Al pari della musica jazz”. A suon di note suadenti e viaggi misteriosi il percorso di Danilo è destinato a proseguire e lasciare sempre più il segno.

di Roberto Bertellino

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