ANCHE RICCARDO PIATTI AUSPICA LE ATP FINALS A TORINO

Riccardo Piatti conosce bene Torino perché alle Pleiadi di Moncalieri, circolo collocato nella prima cintura del capoluogo, ha costruito a fine anni 80’ e inizio anni ’90 parte della sua professionalità allenando tutti i migliori azzurri dell’epoca, da Caratti a Furlan, da Camporese a Pescosolido. Oggi è un coach di riconosciuta fama internazionale e così parla delle Atp Finals: “Si tratta del torneo dei tornei. Arrivano a giocarlo i migliori otto della classifica mondiale dopo un anno di sfide su ogni tipo di campo, atmosfera, condizione. Il meglio del meglio nel quale ognuno è motivato e cerca di dare il massimo. Le ho vissute in cinque occasioni e sono stato coach nell’attuale location londinese due volte con Raonic e una con Gasquet. Se arrivassero a Torino sarebbe una cosa enorme, per il movimento del tennis Italia e per tutti noi che ne facciamo parte”. Difficile raggiungere gli standard organizzativi di Londra?: “Sono molto alti – risponde – ma ritengo che Torino abbia dimostrato nel recente passato e non solo di saper organizzare bene anche i grandi eventi, vedi l’Olimpiade del 2006, e credo saprà ripetersi qualora ottenga l’assegnazione. Un’occasione per portare ulteriormente agli occhi del mondo la città e le sue bellezze. Irripetibile. Personalmente credo che mantenere l’appuntamento in Europa sia fondamentale per la sua riuscita soprattutto sotto il profilo dell’interesse. A Torino arriverebbero appassionati da tutto il mondo. Quando sono state organizzate in Cina c’erano solo i cinesi o quasi. L’Atp conosce bene tale aspetto e penso sia la prima a non voler spostare il grande torneo di fine anno dal Vecchio Continente”.
Anche l’impianto torinese sarebbe di assoluto livello: “Il Pala Alpitour è senza dubbio una struttura moderna con tutte le caratteristiche necessarie ad esaltare l’avvenimento. E’ vicino al circolo della Stampa Sporting, che conosco molto bene e potrebbe rappresentare il teatro ideale per gli allenamenti e tutto ciò che ruota attorno alla kermesse. Ho molti amici in loco e anche per questo faccio il tifo. La Federazione, gli Enti locali, i privati e il Governo mi sembrano uniti nella corsa e spero proprio nel lieto fine. Nelle ultime stagioni quando la Federazione si è esposta ha sempre ottenuto grandi risultati”.

di Roberto Bertellino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *