GIULIA GATTO MONTICONE SI RACCONTA

Quella conclusa dieci giorni fa in Giappone è stata per Giulia Gatto Monticone la trasferta della svolta. Due semifinali e una vittoria in altrettanti tornei da 25.000 $, sul veloce che rappresenta la sua superficie preferita, e a inizio settimana il best ranking di numero 173 Wta, con un balzo di 22 posizioni rispetto alla settimana precedente, che aveva peraltro già fatto registrare il suo ingresso per la prima volta in carriera tra le top 200 del mondo: “Non speravo in tanto – esordisce Giulia Gatto Monticone – quando sono partita per il Giappone, perché il livello di gioco in questa serie di tornei è sempre molto alto. Dopo la prima semifinale ero già contenta, ma sono arrivati altri due bei risultati, in particolare l’ultimo, con il mio quarto titolo da 25.000 $. Sono contentissima e ora l’obiettivo si alza ed è l’ingresso tra le migliori 150 del ranking. Nel corso di queste tre settimane ho battuto avversarie quotate, molte protagoniste di casa e anche una ex top 50 come la Duque Marino. Successi che aiutano anche sotto il profilo della convinzione”. Come già accaduto nella storia recente del nostro tennis, anche se a livelli diversi (almeno per ora), non è un caso, vedi Silvia Farina e Flavia Pennetta, che il miglioramento arrivi dopo i 30 anni: “E’ il frutto del lavoro svolto in tanti anni di allenamenti, con la svolta negli ultimi 5, e del girovagare per il mondo, acquisendo esperienza e maggiori sicurezze – sottolinea la tennista piemontese – . Soprattutto di un trovato equilibrio che aiuta a dare il massimo, al pari della consapevolezza di poter competere ad un certo livello e della voglia di migliorarsi sempre. E’ ciò che fa realmente la differenza. Nel mio caso, per esempio, in seguito all’infortunio al polso subito alcune stagioni fa ho dovuto cambiare l’impugnatura del rovescio e quella del servizio, che rappresentava un colpo per me non sempre efficace. Mi sono impegnata e sono riuscita a farlo, ottenendo addirittura miglioramenti radicali in entrambi i colpi”. Un altro segreto di Giulia è la passione per il tennis, che l’accompagna fin da quando prese in mano la racchetta, in tenerissima età, tra i 4 e i 5 anni: “Non è mai venuta meno – conferma – e rappresenta la base di ciò che faccio oggi, al pari del piacere di giocare e della voglia di vincere”. Ben 10 i titoli ITF vinti dalla torinese in carriera, come singolarista, oltre 20 quelli da doppista. Chiari gli obiettivi a breve scadenza, da condividere con il suo staff che vede nel coach e compagno di vita Tommaso Iozzo, e nel preparatore atletico Stefano Pucci i suoi cardini: “Sarò al via nelle qualificazioni del Roland Garros, con questa nuova classifica, e quasi sicuramente anche di Wimbledon. Era un desiderio d’inizio stagione e si è realizzato. Credo rappresenti per tutti i giocatori una sorta di ambizione quando si diventa professionisti”. Di Giappone, si parlava, terra che è nel destino di Giulia Gatto Monticone, che ha avuto in Kimiko Date il suo idolo: “Mi piace il Paese per la sua gente, il rispetto delle tradizioni, il cibo. Quest’anno mi sono concessa anche un giorno a Tokyo da turista. E’ affascinante e anche per questo mi trovo particolarmente a mio agio da quelle parti”. Appena tornata ha centrato la qualificazione nel Wta di Lugano: “Un altro bel segnale di forma – chiude con il sorriso – e spero che diventi un classico poter competere con giocatrici di valore ancora più elevato”. Al ritiro Giulia non pensa: “Sarebbe assurdo in questa fase di percorso, la migliore in assoluto. Proseguirò fino a quando mi divertirò e i risultati mi daranno ragione”.
I prossimi impegni?: “Qualificazioni a Stoccarda, poi Praga – sottolinea – tutto in preparazione delle qualificazioni nel prestigioso Roland Garros”. E all’inizio della prossima settimana la torinese potrebbe ancora ritoccare il proprio best ranking, entrando nelle prime 170 giocatrici del mondo. La corsa prosegue.

di Roberto Bertellino

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