ANDREA VAVASSORI, DOPPISTA E SINGOLARISTA IN CRESCITA

Questa settimana il torinese Andrea Vavassori era in campo negli Internazionali d’Abruzzo, Challenger di Francavilla al Mare. Uscito in singolare dopo aver conquistato il tabellone principale attraverso la porta delle qualificazioni, ha cercato senza esito di difendere il titolo in doppio, a fianco dell’altro piemontese Julian Ocleppo con il quale aveva vinto lo scorso anno: “Con Julian formiamo una coppia consolidata e sinergica – spiega – anche se non sempre è facile conciliare le programmazioni. Ora con l’exploit di Ocleppo a Monte Carlo (vittoria contro Mischa Zverev nel 1° turno di qualificazione n.d.r.) e i 16 punti Atp conquistati in un solo colpo, le nostre classifiche in singolare si sono avvicinate e sarà più facile giocare insieme anche in doppio”. Classe 1995, Andrea Vavassori ha imparato negli anni a gestirsi, viaggiare e fare esperienze: “Il tennis per me è anche questo. Una volta l’idea di prendere un aereo mi metteva un po’ in agitazione, ora ho imparato a pianificare e utilizzare tutto ciò per crescere anche come persona. Quest’anno ho girato l’America per tornei, quasi un mese in tour in una sorta di “coast to coast” partendo dalla Florida, ed è stata una bellissima esperienza. La vita professionale di un giocatore può durare circa 15 anni ed è importante tessere amicizie e contatti per il dopo”. Sul campo gli obiettivi di Andrea sono ancora da delinearsi: “Con il cambio di regolamento ITF ad inizio stagione era molto difficile entrare nei Challenger. Ora la recente revisione mi ha facilitato le cose e riesco quasi sempre a farlo partendo dalle qualificazioni e guadagnando punti. Inizialmente avrei quindi detto che le mie aspirazioni si rivolgevano maggiormente al doppio, ora guardo entrambe le specialità con attenzione. In tandem ambisco a competere stabilmente nelle rassegne Atp, in singolare a poter svolgere un’attività costante a livello Challenger”. Seguito come primo allenatore dal padre Davide, maestro di tennis, e come secondo da Gabriele Dutto, Vavassori si affida anche alle cure del preparatore atletico Massimo Libardoni e di Giacomo Santiglia per quanto concerne l’aspetto mentale. Proprio in tale ambito si dice progredito: “Affronto meglio e con più consapevolezza le partite e i risultati si vedono. Recentemente ho giocato bene a Tunisi, dove ho perso di misura in tabellone principale con il portoghese Joao Sousa, giocatore attorno alla 100esima piazza Atp, e a Murcia”. Si lavora anche sotto il profilo tecnico: “Principalmente sulla risposta e sul servizio, colpi dominanti nel tennis moderno. Senza dimenticare le soluzioni al volo, che miglioro giocando il doppio”. Dopo Francavilla le tappe sono già fissate: “Il Challenger di Ostrawa e poi molto probabilmente il doppio nelle prequalificazioni degli Internazionali d’Italia a Roma”. Quasi scontato un pensiero sul recente exploit a Monte Carlo del suo concittadino Lorenzo Sonego e sulle Atp Finals a Torino: “Ci conosciamo benissimo e siamo molto amici. Ho sempre pensato che Lorenzo potesse arrivare nell’Olimpo del tennis per le sue qualità mentali non comuni. Lo sta dimostrando e sono contento e fiero di quanto sta facendo. Le Atp Finals nella mia città sono una grande occasione per tutti, movimento del tennis e giocatori su tutti. Uno stimolo in più per crescere ancora”. Vavassori è attualmente n° 405 Atp in singolare e 119 Atp in doppio. La speranza è avvicinare presto i top 300 a livello individuale ed entrare tra i migliori cento doppisti del mondo. Sempre rimanendo con i piedi per terra assecondato dalla sua grande ed appassionata famiglia.

di Roberto Bertellino

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