MOSCARELLA COME LAYHANI…O QUASI

Il Challenger di Firenze, che metterà oggi in campo i suoi due finalisti a partire dalle 15,30, è stato teatro in settimana (giovedì) di un episodio quantomeno singolare tra l’arbitro di sedia, Gianluca Moscarella e Pedro Sousa, proprio uno dei due contendenti per il titolo, nel corso della sfida tra il portoghese e l’azzurro Enrico Dalla Valle. Moscarella, dopo una sospensione (toilet break chiesto da Dalla Valle) al termine del primo set (vinto faticosamente dal lusitano) è sceso dalla sedia iniziando con il giocatore una sorta di monologo nel quale lo incitava a chiudere in fretta a causa del gran caldo: “Era una partita che dovevi vincere 6-1 6-1. Hai avuto 45 palle break. Non hai energia, spingila questa palla”. Questa una delle frasi pronunciate probabilmente pensando di essere lontano dai microfoni. Moscarella è un gold badge (massima carica di categoria) e sarebbe auspicabile evitasse atteggiamenti simili, poco consoni alla professionalità dimostrata in tanti anni di rispettata carriera. Quando l’arbitro esce dalle proprie competenze, anche se ciò avviene in buona fede, rischia di voler diventare protagonista, cosa che non deve mai accadere. Comportamento simile a quello avuto, anche se ovviamente in un contesto più ridondante come quello degli US Open 2018, da Layhani durante il match di 2° turno contro Kyrgios. Prenderà provvedimenti l’Atp, come capitato nell’occasione americana? Ancora difficile dare una risposta, rimane il fatto a dir poco singolare.

di Roberto Bertellino

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