LA SINDACA DI TORINO IERI A MILANO: “STIAMO LAVORANDO PER LE ATP FINALS”

È arrivata a Milano nella serata più bella del tennis italiano. La sindaca di Torino Chiara Appendino non si è voluta perdere l’occasione di ammirare da vicino l’atto conclusivo delle Next Gen Atp Finals. Ha voluto tifare dalla tribuna autorità, insieme al presidente Fit Angelo Binaghi e il chairman dell’Atp Chris Kermode. Il talento cristallino e indelebile di Jannik Sinner, futuro vincitore della rassegna all’Allianz Cloud. Proprio la prima cittadina del capoluogo piemontese è giunta in terra lombarda per ‘prendere appunti ‘ in vista del 2021, quando il Pala Alpitour ospiterà la prima edizione delle Atp Finals, anno in cui avremo una staffetta tra Milano e Torino: dapprima le Next Gen , poi il master dei migliori otto tennisti al mondo. Prima di concedersi a una serata di divertimento con la famiglia l’abbiamo intervistata.
Vederla qua stasera cosa rappresenta per Lei?
“Da ex tennista classificata 3.5,cresciuta al Dlf di Corso Rosselli, amo questo sport e apprezzo moltissimo il tennis giovanile. Avere qua Sinner che disputa questa finale è qualcosa di davvero unico e irripetibile, mi dà maggiore entusiasmo nel seguire la partita!”.
Facciamo un passo avanti. 2021, prima Milano e poi la capitale sabauda. A che punto è la macchina organizzativa delle Finals?
“Stiamo lavorando molto bene insieme al presidente Binaghi, quindi si procede spediti con i tavoli di lavoro, anche se abbiamo ancora un anno e mezzo davanti. Certo è che ci sentiamo una grandissima responsabilità perché il mondo del tennis guarderà Torino. È un momento favorevole per il mondo della racchetta: proprio domenica vedremo Berrettini all’opera a Londra e quindi spero che anche l’Italia possa essere ben rappresentata al Pala Olimpico. I due fattori si faranno forza vicendevolmente”.
Le Atp Finals di Torino sono state l’esempio del gioco di squadra che premia e porta frutti.
“Verissimo. Ricordo che quando è stata messa in piedi la candidatura eravamo la ‘Cenerentola’ e nessuno credeva in questo progetto. Abbiamo battuto altre quaranta città nel mondo e siamo arrivati agli sgoccioli di un altro storico master ospitato dall’Italia”.

di Andrea Mombello

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