IL PROBLEMA DI SARA ERRANI HA UN NOME, YIPS

Sara Errani qui in azione a Brescia (foto Game)

In molti l’hanno aspramente criticata per aver scelto negli ultimi mesi di alternare al servizio classico, quello da sotto. E’ stata chiamata in causa anche la sportività, che non consentirebbe un tale comportamento (chissà poi perché) ad un giocatore nei confronti di un altro. Ed invece, lo ha confermato ieri sera l’high performance coach Luca Saccagno nel corso della trasmissione televisiva in onda il martedì sera su Rete 7, Sara Errani lo fa perché cerca di superare un problema reale che si chiama YIPS, scandagliato in America ed invece ancora poco considerato in Italia. Si tratta di una sorta di “scatto” a livello dell’articolazione del polso o del gomito. Di una perdita di fluidità nei movimenti naturali od ormai acquisiti dal giocatore tale per cui un colpo entrato nel bagaglio tecnico di un tennista o atleta, all’improvviso sparisce.

Quali sono le manifestazioni degli YIPS?

Perdita di capacità motorie temporanee negli atleti, cosa che si manifesta improvvisamente e senza una spiegazione apparente;

colpisce solitamente atleti maturi e di esperienza e si tratta di un problema scarsamente compreso, senza alcun trattamento o terapia specifica nota.

Caratteristiche degli YIPS

Generano la perdità di capacità motorie non solo temporanee
Si manifestano come contrazioni involontarie, barcollamenti e spasmi
Condizionano le azioni e i movimenti precisi e tempestivi
L’ansia da prestazione non ne è la causa ma li accresce
Potenzialmente causati da condizioni neurologiche specifiche come la distonia focale

La cura degli YIPS

Non esiste una cura, ma solo qualche suggerimento
Cambio dell’impugnatura, così da usare altri muscoli;
cambiare racchetta, bilanciamento, incordatura, grip;
tecniche di rilassamento o di immaginazione motoria;
iniezioni di botox così da limitare le contrazioni involontarie;
strategia di compensazione/sostitutive dei movimenti “perduti”.

Sara Errani sta dunque facendo l’unica cosa che in questo momento può fare!
Un ringraziamento a Luca Saccagno e al suo staff per le indicazioni forniteci.

di redazione

 

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