AL TC SANREMO IN DICEMBRE MOLTI BIG HANNO PREPARATO IL 2020

Aria frizzante, insolita per una terra dal clima mite come quella di Sanremo, ma giocatori prontamente schierati già alle nove del mattino per iniziare la prima sessione quotidiana di training, incuranti del freddo. Nel mese di dicembre al Tennis Club Sanremo è sembrato essere in un torneo del circuito, con tanti atleti di alto livello impegnati nella fase di preparazione della stagione 2020. Non un caso, ma il frutto della crescita del centro di allenamento, che qui ha sede e rappresenta una delle sezioni del circolo, diretto da Matteo Civarolo, ex giocatore uscito dal circuito dei futures nel 2012 e ormai alla quarta stagione in tale veste. La famiglia Civarolo è invece presente al Tennis Club Sanremo dal 2010: “Un centro – precisa Matteo Civarolo – che spicca per la sua duttilità. Partiamo dalla base e arriviamo all’alto livello, con una decina di giocatori di caratura internazionale e oltre 15 agonisti che rappresentano la fascia che immediatamente li segue. Il capofila del gruppo, parlando di giocatori, è il sanremese Gianluca Mager, cresciuto sugli stessi campi e tornato ad allenarsi al Tennis Club Sanremo ormai da due anni”. Un rientro a casa che ha fatto decisamente bene al giocatore ligure, autore di un ottimo 2019, con tanto di ripetuti best ranking. C’è un segreto in questa sua ascesa datata 2019?: “Senza dubbio il fatto che si alleni con grande volontà e con il sorriso sulle labbra e, aspetto non secondario, la cura certosina nella preparazione atletica. Si sente a casa, Gianluca, e trae da ogni elemento dello staff qualcosa di importante per continuare a crescere sotto tutti i profili”. Tre anni fa il centro aveva iniziato il proprio percorso con un solo agonista, di seconda categoria. Da circa tre mesi sono entrati a farne parte Luca Prevosto, Edoardo Eremin e Alessandro Petrone, tre giocatori impegnati a scalare il ranking partecipando ai tornei futures. Il centro è aperto agli esterni e le collaborazioni sono molte. Anche Thomas Fabbiano e Alessandro Giannessi hanno preparato la stagione scattata da pochissimo sui campi del circolo di corso Matuzia. Giannessi era in campo con il suo coach, Flavio Cipolla, già top 100, e scambiava da fondo tirando fendenti importanti con Gianluca Mager. Fabbiano era in palestra e attendeva il proprio turno per arrivare pronto ai primi appuntamenti del 2020, su tutti le qualificazioni degli Australian Open. Si parlano regolarmente più lingue poiché al Tennis Club Sanremo non mancano le note straniere, né in campo maschile, né in quello femminile. Prendono il nome nel primo caso dell’argentino Juan Pablo Paz, ex numero 280 Atp, del russo classe 2001 Igor Trunov, della sua connazionale Vasilisa Aponasenko, classe 1996 e di Sveva Mazzari, giocatrice che frequenta il circuito ITF. In preparazione nello stesso scenario anche una tennista cinese, seguita dal proprio coach, Fabio Lavazza.
Importante la struttura che permette che tutto ciò accada: “Sono 10 in totale i campi da gioco – prosegue Matteo Civarolo – di cui sette in terra rossa, due in green-set (veloce) e ed uno coperto polivalente in erba sintetica, tutti illuminati. Ed ancora club house, ristorante interno, palestra”. Di grande livello anche lo staff che oltre a Civarolo vede in prima linea il Tecnico nazionale FIT Marco Bruzzone, i Maestri nazionali FIT Valentine Confalonieri, ex numero 400 Wta, Massimiliano Conti (responsabile agonistica), Fabio Orengo e Marco Bisato. La preparazione atletica della sezione “Alto livello” è curata da Diego Silva, quella della Scuola Tennis da Marco Banaudi.
Varie fasce di gioco, dunque, ognuna richiedente adeguati consigli professionali. Come è possibile ottenere il mix vincente?: “La parola chiave è organizzazione – sottolinea il direttore – perché quando due maestri sono in esterna per seguire i giocatori di alto livello impegnati nei Challenger, negli Atp o nei futures, gli altri devono continuare a dare il massimo a fianco degli agonisti. Un impegno sinergico che è in ogni caso stimolante per tutti noi. L’obiettivo è sempre mantenere altissima la qualità del lavoro e riuscire a formare in casa, diciamo tra quattro – cinque stagioni, i Mager del futuro”. La capacità di organizzare e gestire quella che è diventata una vera e propria macchina, con 110 giocatori da seguire (dall’avviamento all’alto livello) fa parte del bagaglio professionale che Matteo Civarolo si è via via costruito da giocatore nel circuito e da allievo di accademie di primario valore come quella in Florida di Nick Bollettieri: “Sono basilari anche le collaborazioni, come quella che abbiamo per alcuni giocatori del settore giovanile con il Piatti Tennis Center di Bordighera, od ancora con lo Sporting Borgaro e il TC Ciriè per quanto concerne due agoniste piemontesi, le sorelle Meneguzzo”. Intanto anche le nuove leve di fanno valere. E’ il caso dell’under 10 (nel 2020 sarà al primo anno in categoria superiore) Angelica Sara, sanremese capace di vincere le finali Next Gen di categoria a Milano e di raggiungere i quarti nel singolare del prestigioso Smrikva Bowl in Croazia. Tra le organizzazioni del centro spiccano la fase finale della Summer Cup under 14 e l’Open maschile e femminile, in calendario ad agosto, che ha visto quali vincitori dell’ultima edizione Antonio Campo e Federica Joe Gardella. Tra i prossimi obiettivi anche dar vita a due squadre agonistiche (che ripartiranno dalla D1) in grado di conquistare nei prossimi anni la serie B: “Fondamentale – spiega Massimiliano Conti – per creare anche quello spirito di corpo che è anima di un circolo e può fare la differenza in tutti i sensi. Il sentimento di appartenenza è stimolante per ogni componente del gruppo”. E ora nuovamente in campo perché la parola d’ordine è non perdere tempo e rispettare le scadenze. Tra i “frequentatori” illustri del centro anche Fabio Fognini, che non manca mai di venirsi ad allenare quando torna a casa, nella vicina Arma di Taggia: “Sono stato il suo maestro fino ai 15 anni – ricorda Max Conti – e tra noi il rapporto di stima e amicizia è rimasto inalterato nel tempo. Se so che è da queste parti e non si fa vedere…mi arrabbio”.

di Roberto Bertellino

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