A MELBOURNE SI TEME PER LA QUALITA’ DELL’ARIA. SVITOLINA LANCIA L’ALLARME

I timori della vigilia stanno purtroppo trovando conferme sul campo. A causa degli incendi che stanno devastando ormai da molti giorni l’Australia la qualità dell’aria a Melbourne è pessima e le ricadute sulle prestazioni dei giocatori sono evidenti. Nella notte italiana Dalila Jakupovic è stata costretta al ritiro contro la svizzera Voegele a causa di una crisi respiratoria quando era in vantaggio di un set (6-4) e ad un punto dal tie-break nel secondo set. Neppure il sostegno di un inalatore le ha permesso di riprendersi. Un problema che si era già presentato al mattino, ha detto la giocatrice, ed insolito perché la stessa non soffre normalmente d’asma: “Sono molto arrabbiata – ha sottolineato – perché avevo l’incontro in pugno e soprattutto non ho mai sofferto di un problema respiratorio in vita mia. Mai avrei pensato di potermi sentire così in campo. Ad un certo punto avevo il terrore di collassare a terra senza poter respirare, è stato spaventoso”. Nel corso del match la giocatrice ha chiesto l’intervento del fisioterapista ma con l’aumentare della fatica il problema si è aggravato.
Anche Eugenie Bouchard ha chiesto un lungo medical time out per difficoltà respiratorie. Anche l’esibizione a Kooyong tra Sharapova e Siegemund è stata interrotta prima della sua conclusione perché le due giocatrici iniziavano ad avvertire problemi a causa della qualità dell’aria.
L’ucraina Elina Svitolina ha espresso in un tweet rabbia e perplessità per la situazione: “L’aria a Melbourne oggi non è assolutamente sana, perché dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di brutto per fare qualcosa?”.
Il direttore del torneo si è difeso dicendo che gli incontri sono stati spostati di un’ora per quanto concerne il loro inizio perché le rilevazioni effettuate avevano segnato un miglioramento della qualità dell’aria.
Rimane il fatto che la situazione non pare in via di risoluzione e pertanto i rischi per la salute dei giocatori non potranno che aumentare. Ipotizzare anche un drastico annullamento o rinvio (peraltro difficile visto il fitto calendario internazionale) del primo Slam di stagione a questo punto potrebbe essere una soluzione saggia.

di Roberto Bertellino

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