FOGNINI RECRIMINA, GIUSTAMENTE, PER LA CHIAMATA DEL FALLO DI PIEDE SUL 5-5 DEL PRIMO TIE-BREAK

Ci sono momenti nel corso di un match che lo possono cambiare. Ci sono giudici di linea e giudici di sedia che dovrebbero forse fare altro o usare meglio la saggezza. Chiamare sul 5-5 del tie-break e sulla seconda di servizio un fallo di piede (quindi assegnare il punto vitale della frazione ad un giocatore punendo l’altro) non è sintomo di intelligenza, al di là della difficoltà di Fabio Fognini nel gestire a volte passaggi chiave nei match. Farlo significa gratuitamente alterare i meccanismi psicologici di un incontro e indirizzare la sfida in una certa direzione, per eccesso di fiscalità di cui avremmo volentieri fatto a meno. Che poi l’azzurro faccia a volte poco per entrare nelle grazie dei “giudici” è cosa assodata, ma un minimo di cautela in più sarebbe doveroso averlo.

di redazione

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