JULIAN OCLEPPO E UNA CLASSIFICA SEMPRE PIU’ INTERESSANTE

”Quando mi sono svegliato questa mattina ed ho visto la nuova classifica ATP – ha detto un motivato Julian Ocleppo – mi sono sentito fiero e contento per il percorso fatto a Bangalore, in India. Un ranking che inizia ad essere interessante”. Proprio in terra indiana il 22enne piemontese figlio d’arte, ha centrato il risultato più importante dell’ancora giovane carriera, cogliendo una semifinale e salendo al posto numero 310 della graduatoria, con un balzo di 81 posti rispetto alla scorsa settimana. Una performance Attesa?: “A priori no. Ero andato in India senza particolari propositi e con l’obiettivo di giocare match dopo match, senza assilli. Durante il tragitto mi era arrivato il tabellone principale ed il fatto di giocare la prima contro un qualificato mi aveva dato fiducia di poter proseguire la corsa in tabellone, ma certo non pensavo di arrivare fino alla semifinale. Il resto è venuto da solo, giornata dopo giornata”. La più bella, senza dubbio quella dei quarti, con una vittoria importante contro il bielorusso Ivashka, attuale 137 del mondo: “L’avevo visto giocare in televisione e perdere al quinto con Kevin Anderson, sudafricano già top ten. Quindi sapevo delle sue qualità e della sua forza. Mi sono detto…giocatela senza particolari ansie e cercando di dare il meglio del tuo tennis. Dopo aver vinto il primo set nel secondo ho fallito diverse occasioni per chiudere e nel terzo pensavo di poter pagare dazio. Invece sono rimasto calmo e alla fine l’ho spuntata, mettendo in mostra un bel tennis. All’inizio ero anche un po’ nervoso perché le condizioni ambientali si sono presentate particolarmente rumorose, con suoni e tamburi che facevano un gran chiasso, di provenienza esterna, e non permettevano neppure di sentire l’impatto della palla sul piatto corde. Mi sono calmato e piano piano sono entrato nel match”.

La semifinale a Bangalore
In semifinale è arrivato lo stop contro Duckworth: “Brutta partenza, con un break preso a freddo e game di scarsa sostanza. Il primo set è volato via. Anche nel secondo sono partito male (0-3) e poi ho avuto l’occasione di rientrare, sull’1-3 e con diverse palle per il contro-break. E’ stato bravo lui in 4 occasioni su 5, in una ho sbagliato io. Non pensavo che potesse servire con quelle percentuali e così bene, anche in ragione della sua altezza. Invece lo ha fatto e pertanto merita i complimenti”.

Il dopo
Ora si pensa al torneo successivo, il Challenger di Bergamo: “Sarò in gara domani – sottolinea Julian – contro un qualificato. Lo scorso anno sono uscito al primo turno. Anche qui bisogna invertire la rotta”. Una partenza di stagione importante, per arrivare dove?: “Non voglio parlare di classifica, piuttosto di consolidare quanto fatto in questo avvio di 2020. Occorre giocare ogni partita con grinta e determinazione, come se fosse l’ultima. Solo così si può risultare competitivi in un tennis sempre più livellato in alto e quindi difficile”. Ocleppo sta lavorando su diversi aspetti, anche se la tecnica certo non gli fa difetto: “Sul servizio, in particolare, migliorato rispetto agli scorsi anni, e sulla tattica, per cercare di affrontare meglio i passaggi chiave dei match”. Anche sull’aspetto dell’atteggiamento sta cambiando cercando di ridurre i momenti di nervosismo: “Cerco di limitarmi, soprattutto per quanto concerne le situazioni contro le quali non posso fare nulla, vedi per esempio qualche interpretazione arbitrale con le quali magari non sono d’accordo”.

Gli spunti che arrivano dai grandi
Dai grandi cerca di apprendere: “Non posso dire di aver avuto un vero idolo. I big four, Federer, Nadal, Djokovic e Murray hanno rappresentato qualcosa di unico. Guardo spesso dei loro video per capire il loro modo di stare nel circuito e di intendere questo difficile percorso”. Tra i tornei dei sogni i quattro dello Slam e Montecarlo. Una settimana intensa, quella appena andata in archivio, vissuta in simbiosi, anche se da lontano, con il padre Gianni: “Ci siamo scritti e sentiti spesso ed abbiamo condiviso le gioie per il risultato ottenuto. Belle sensazioni, per entrambi”. Dopo Bergamo, molto probabilmente Trento, un 25.000 $, nei programmi di Julian e poi una trasferta in Kazakhstan. Alle porte ci sarà poi la stagione sul rosso. Ma quale superficie predilige il ragazzo di origine albese?: “Mi piacciono tutte – precisa senza tentennamenti – e ritengo di potermi adattare ad ognuna in modo abbastanza agile. Ora devo fare in fretta per passare dal veloce outdoor all’indoor con le luci come qui a Bergamo, ed assorbire la differenza di orario”.

Gli allenamenti e il doppio
Per quanto riguarda gli allenamenti Julian è impegnato tra Reggio Emilia e Montecarlo, con Alessandro Motti, un ottimo doppista. Meglio il singolare o il doppio?: “Da un anno e mezzo mi sono concentrato sul singolare, anche se il doppio mi piace molto e lo gioco fin da ragazzino. E’ più un divertimento che spesso però soddisfo anche quando sono in giro nel circuito, cercando compagni con i quali è più probabile arrivare in fondo. Perché anche in doppio perdere brucia”.

di Roberto Bertellino

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