MELANIA DELAI: “MI CONCENTRO SULLO STUDIO”

“Stavo giocando il Grade 1 di Casablanca, in Marocco, ed ero in semifinale” – racconta su www.federtennis.it Melania Delai – “già giravano voci sulla possibile sospensione del torneo. Fino alla sera prima, però, ci avevano detto che era tutto ok. Poi, poco prima di scendere in campo, è arrivato un sms sul telefonino di Flavio Cobolli…un modo un po’ strano per comunicare una cosa tanto importante. A Casablanca sembrava tutto normale, avevamo giocato il torneo tranquillamente: solo all’aeroporto ho visto qualche persona con la mascherina”.

La 17enne trentina che vive vicino Jesolo ha iniziato il 2020 con la finale nel Grade 1 di Traralgon, in Australia: quindi gli ottavi nel tabellone junior di Melbourne con la delusione per i tre match-point mancati con Victoria Jimenez Kasintseva, poi vincitrice del titolo, mentre grazie alla semifinale in Marocco è arrivato il best ranking junior, numero 22.
Ora lo stop forzato. “La prima sensazione? A parte la preoccupazione per quello che sta succedendo, è la noia. Posso comunque allenarmi un po’ la mattina (anche lei è nella lista delle tenniste autorizzate; ndr) e per questo mi ritengo fortunata: nel pomeriggio poi faccio un po’ di preparazione fisica sul terrazzo di casa. Comunque era parecchio che non mi capitava di avere tanto tempo libero” – sottolinea “Melly” -: “credo di aver fatto più videochiamate negli ultimi giorni che in tutta la mia vita! Soprattutto con Lisa Pigato, Enola Chiesa e le ragazze che sono al Centro tecnico di Formia”.

L’occasione però è buona anche per concentrarsi sulla scuola: “Sono iscritta al quarto anno del liceo linguistico e ne sto approfittando per studiare un po’. E poi guardo la mia serie tv preferita, ‘Elite’. Certo non è facile stare in casa tutto il giorno: manca uscire con gli amici, stare all’aria aperta, andare a cena fuori, passeggiare in spiaggia. Ma bisogna comunque cercare di imparare qualcosa, sperando che passi tutto presto. Quindi state a casa perché è un bene per voi e per tutti quanti. Se ci sono delle regole c’è un motivo”. Ed a proposito di regole uguali per tutti aggiunge: “E’ stato giustissimo bloccare il circuito ITF anche perché già da qualche settimana gli italiani erano sfavoriti in tutto e per tutto a cominciare dagli spostamenti. Ed è stata importante la petizione lanciata sui social proprio da un giocatore italiano” (Claudio Fortuna, ndr).

di redazione

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