MARTINA TREVISAN: NEI SOGNI ALTRI SLAM, ROMA E MAGLIA AZZURRA… INTANTO RIORDINO GLI ARMADI

E’ una Martina Trevisan, numero 154 WTA e 4 d’Italia, tutto sommato rilassata quella che sta allenandosi in questi giorni di stop fisicamente a casa: “Vivo tra Firenze e Tirrenia, dove solitamente mi preparo al Centro Tecnico – ha detto la toscana – ma con le ultime restrizioni non mi azzardo ad uscire dal comune ed è giusto così. Fondamentale stare a casa per ridurre le possibilità di contagio e abbreviare i tempi di risoluzione dell’epidemia. Cadenzo ogni giorno con una seduta di preparazione fisica di concerto con il mio preparatore. Poi occupo il tempo facendo ciò che normalmente non riesco a sbrigare perché sempre impegnata negli spostamenti tra un torneo e l’altro. In particolare cucino, sperimentando nuove ricette e pulisco a fondo la casa, riordinando anche gli armadi con un’attenzione quasi certosina”.

Gli inizi
Una predestinata Martina, classe 1993, arrivata al tennis e allo sport per geni familiari, come il fratello Matteo, ex numero 1 juniores al mondo: “Mia mamma è maestra di tennis e anche mio padre giocava, anche se a livello più basso e dopo un passato di calciatore in serie B. Da piccolina andavo al circolo nel quale insegnava mia madre, il CT Perignano, realtà con soli due campi, e mi cimentavo con il muro. E’ stata subito una grande passione quella che mi ha fatta crescere nel mondo della racchetta, nulla di imposto”. E le sue doti sono subito emerse: “In tanti mi dicevano che giocavo bene e avevo talento. In quella fase tutto era ludico e con la parola divertimento in primo piano. Ricordo con piacere l’attività under 10 e under 12, con la Coppa Belardinelli nella quale ero sempre chiamata a portare il punto fondamentale. Poco dopo iniziarono le pressioni e in quel tempo non avevo la capacità di gestirle. Così arrivò lo stop per 4 anni e mezzo. A 20 anni decisi di riprovarci ed eccomi qua”.

Un ottimo avvio di 2020
Un 2020, quello di Martina Trevisan, iniziato in bello stile, con la conquista del primo tabellone principale Slam, agli Australian Open: “Ho giocato un buon torneo e la soddisfazione è stata grandissima soprattutto dal punto di vista psicologico per essere riuscita contro la canadese Bouchard, già numero 5 del mondo, nel turno decisivo delle qualificazioni, a gestire bene i momenti cruciali, cosa che non ero riuscita a fare in altre due occasioni quando ero già salita al turno decisivo di un pre-draw Slam. In questo senso è stata la partita più bella della mia vita. Un po’ di sfortuna al primo turno, poi, trovando l’americana Kenin che avrebbe vinto il torneo. Nel secondo set ho anche avuto le mie chance ma si trattava per me della prima volta in un tabellone così importante e la prendo come un’ulteriore esperienza di crescita”. Gli obiettivi a Martina Trevisan non mancano: “Ovviamente ripetermi a livello Slam, centrando altri main draw e fare bene a Roma, dove per ora non ho mai provato l’emozione del tabellone principale in singolare. Ho avuto un antipasto in doppio, arrivando nei quarti in coppia con Sara Errani. L’atmosfera per una giocatrice azzurra è veramente particolare”.

I tornei vinti e quelli “stellari”
Nove tornei ITF vinti in carriera, di cui cinque 25.000 $. Uno in particolare ha lasciato il segno: “Il primo 25.000 $ all’Antico Tiro a Volo Roma – afferma di filato la toscana – perché arrivavo da un momento difficile ed è stato il primo di tale livello”. Due invece le rassegne “stellari” che più l’affascinano: “Gli Australian Open, per quanto successo quest’anno e gli US Open. New York ti dà in ogni momento il senso della maestosità e delle manie di grandezza che la caratterizzano”.

La Nazionale
Un rapporto particolare quello di Martina Trevisan con la maglia della Nazionale: “Ricorderò per sempre il debutto, a Barletta contro Taipei. Match brutto, sono la prima ad ammetterlo, ma combattuto fino al termine e vinto 15-13 al terzo dopo oltre tre ore e mezza di lotta. La maglia azzurra ti porta a dare il massimo ed andare oltre. Anche quest’anno, in Estonia, è stata una bella esperienza, al termine vittoriosa grazie all’armonia di gruppo e alla forza dei singoli elementi. Non è stato facile anche perché abbiamo giocato ininterrottamente dal mercoledì alla domenica”.

Il feeling con Tathiana Garbin
Speciale anche il rapporto con la capitana azzurra, Tathiana Garbin: “E’ stata una figura importantissima per il mio ritorno ad alto livello. Ha sempre creduto in me e non ha mai mancato di dimostrarmelo, anche ora che non è più il mio coach. Ci sentiamo regolarmente e poi è a Formia con Magnelli e segue le nostre programmazioni ed uscite agonistiche”. In questo periodo spazio anche ai contatti con le amiche di gioco e Nazionale: “Mi sento spesso, condividendo il momento e tutte le sue problematiche, con Jasmine Paolini, con Camila Giorgi e Giulia Gatto Monticone”.

La stagione che verrà
La stagione che verrà: “In teoria dovremmo riprendere l’8 giugno ma non sono così sicura che ciò possa realmente avvenire, anche se lo spero con tutta me stessa poiché vorrebbe dire che la situazione si sarebbe normalizzata. Non dovrà accadere solo in Italia ma in tutto il mondo, che in un certo qual senso sarà stato a quel punto resettato”. Chiudiamo con un pensiero olimpico: “Non ho mai partecipato alle Olimpiadi e sarei stata una delle candidate a farlo a Tokyo. Una manifestazione che in ragione delle masse che muove sarebbe stato impensabile a mio parere mettere in campo nel prossimo luglio. Farò di tutto per esserci nel 2021”.

di Roberto Bertellino

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