GLI US OPEN STAREBBERO PENSANDO ALLE PORTE CHIUSE

Contrariamente a Wimbledon, gli US Open e gli altri tornei dello Slam non sono assicurati contro le pandemie (Nelle casse dell’AELTC entreranno oltre 100 milioni di euro di risarcimento). Una cancellazione del torneo porterebbe alla federtennis americana una perdita di quasi 400 milioni di dollari. Proprio per questo secondo quanto riferisce il quotidiano britannico Daily Telegraph la USTA farà di tutto per non spostare sia la data sia la sede del torneo. Smentendo di fatto una voce che circola da diversi giorni, ovvero disputare lo Slam finale della stagione a Indian Wells durante tra novembre e dicembre. Mesi in cui a New York le temperature troppo rigide non permettono di giocare all’aperto, al contrario del deserto californiano, dove invece il clima sarebbe ideale. Secondo quanto trapela sempre dall’USTA, inoltre, il principale sponsor del torneo, la banca JP Morgan con sede a Manhattan, non gradirebbe il trasloco sulla Costa Ovest. Inoltre, sempre secondo il Daily Telegraph, un rinvio all’inverno degli US Open non è gradito dalle tv, su tutte ESPN titolare dei diritti del torneo, perché andrebbe a piazzare il torneo nel bel mezzo della stagione del football NFL, lo sport professionistico più seguito in tv negli States.

E allora lo scenario sul quale si starebbe lavorando e che metterebbe tutti d’accordo, ammesso che per fine agosto l’emergenza sanitaria sia almeno in parte superata, sarebbe quello di un torneo a porte chiuse. Comporterebbe la rinuncia alla biglietteria (700mila gli spettatori che durante le due settimane affollano Flushing Meadows), ma salverebbero almeno una parte degli incassi pubblicitari e la maggior parte di quelli televisivi. Come cadere in piedi.

Rimangono le immagini a dir poco stridenti con un’ipotesi torneo di questi giorni che arrivano proprio da New York, con le fosse comuni ad Hart Island e ben 12 campi di Flushing Meadows attualmente occupati per l’emergenza coronavirus. Difficile parlare di tennis davanti a questi scenari.

di redazione e dal sito www.federtennis.it

 

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