IL TENNIS DI TUTTI I GIORNI E’ PIU’ SICURO DI ALTRI SPORT MA QUELLO DI ALTO LIVELLO DOVRA’ ATTENDERE

La dicotomia è forte quando si parla di tennis. Da un lato è certo, anche a detta degli esperti, uno degli sport più sicuri perché lo si gioca distanziati naturalmente e non esiste contatto fisico (se non la stretta di mano finale che può essere tranquillamente evitata nell’attuale contesto). Dall’altro le sue peculiarità di gioco globale, quando si parla di alto livello, lo rendono difficile da riprendere su scala internazionale proprio perché i suoi protagonisti sono costretti a viaggiare spostandosi in più Nazioni (con le differenti problematiche che in questo periodo ne conseguono). Anche i campioni conclamati, vedi Nadal e Djokovic, sono pessimisti sulla ripresa a breve e medio termine del circuito con i suoi grandi appuntamenti. Cosa si potrebbe fare dunque? Tutelando la sicurezza pensare ad una riapertura dei circoli per consentire la pratica amatoriale o agonistica di livello nazionale. Per quanto concerne le scuole non pare al momento ipotizzabile una lezione di gruppo, piuttosto sessioni limitate a maestro o istruttore con al massimo due allievi. Oppure lezioni individuali al fine di consentire la ripartenza anche alla classe magistrale legata al tennis.
Non sarebbe nemmeno così astruso, sempre nel rispetto massimo delle regole e delle norme di sicurezza sanitaria, creare (come è già stato ipotizzato) un circuito nazionale con la partecipazione dei nostri giocatori abitualmente impegnati nel circuito. A porte chiuse e con le televisioni impegnate a riprendere le gesta.

di redazione

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