ZEPPIERI, IL SOGNO E’ LA TOP 5, MAGARI CON MUSETTI

Zeppieri in azione agli Internazionali d’Abruzzo (foto Marta Magni)

Giulio Zeppieri è tornato lunedì 4 maggio a far frullare la palla sui campi della Capanno Tennis Academy di Latina, attentamente seguito dal coach di sempre, Piero Melaranci: “Un rapporto datato e bellissimo il nostro – spiega il 18enne romano – che parte da lontano. Non ho avuto altri maestri fin da quando a 5 anni ho preso in mano la racchetta e la crescita è stata costante e comune. Mi ritengo un fortunato perché non capita a tutti di trovare questo tipo di alchimia”. Un binomio vincente basato sulla fiducia e sulla professionalità che ha condotto l’atleta, nel 2019, ad operare il primo cambio di passo in carriera: “Un anno molto positivo – sintetizza Zeppieri – nel quale mi sono reso conto di poter stare a livello Challenger e con i protagonisti di questo circuito. Solo quando scendi in campo ti capaciti del fatto di poter o non potere reggere l’urto e non ho mai avuto l’impressione di essere fuori posto. Un grazie doveroso lo rivolgo alla Federazione che mi ha consentito attraverso le wild card di frequentare subito i Challenger facendo poca anticamera nei futures, tornei peraltro molto difficili per il grado di competitività che presentano. Tutti vogliono salire ed è veramente una piccola guerra di campo. Lo scorso anno ho giocato solo qualche torneo da 25.000 $ e poi molti Challenger, categoria che vede per fortuna molte organizzazioni italiane”. La rassegna più importante per il semifinalista degli Australian Open juniores 2019 (battuto dall’amico e compagno di allenamenti Lorenzo Musetti) è stata quella di Parma, che l’ha visto cogliere una bella semifinale: “Una settimana molto buona – conferma – nella quale mi sono espresso bene superando avversari quotati come Paolo Lorenzi, uno dei più forti fino ad ora incontrati in carriera, con l’argentino Federico Delbonis (match disputato a Perugia n.d.r.). Ho perso solo con Gaio in semifinale al tie-break del terzo set”. Torniamo all’attualità. Come è stata la ripresa degli allenamenti?: “Dal punto di vista fisico non mi sono mai fermato nemmeno in quarantena lavorando seguendo le indicazioni del preparatore atletico, con sedute fatte anche in video e in parallelo con Musetti. Ora la ripresa di contatto con la racchetta, attrezzo del mestiere, cercando di lavorare su tutto ma senza forzare eccessivamente anche perché non è facile allenarsi senza avere una data certa riguardante la ripartenza del circuito internazionale. Sotto questo punto di vista non mi sono fatto un’idea precisa ma non credo che il 13 luglio si possa ipotizzare un ritorno effettivo”. Un 2020, quello di Zeppieri, attuale numero 371 ATP, praticamente mai partito: “Ho giocato poco e male, complice anche un infortunio. A Bergamo mi sono espresso al di sotto del mio potenziale e poi è arrivato lo stop”. Zeppieri è consapevole dei passi che ancora deve compiere per diventare un giocatore vero: “L’obiettivo di questa stagione era trovare maggior continuità e progredire molto sotto il profilo dell’atteggiamento mentale. Tecnicamente ho migliorato molto il diritto, colpo al quale sono riuscito a dare maggior solidità. I progressi più grandi devo però farli nella ricerca della rete e nell’esecuzione delle volèe. In un certo senso mi ci hanno costretto ma è giusto lavorare su tale aspetto per completare il bagaglio tecnico”. Il gruppo dei giovani azzurri è importante e aiuta i singoli a crescere: “Senza dubbio il fatto di essere in diversi a poter ambire al professionismo aiuta, stimola e divide anche le responsabilità”. Per arrivare personalmente dove?: “Il primo obiettivo è appunto diventare un giocatore professionista. Farlo però senza fretta che può essere un’arma a doppio taglio. Poi giocare bene gli US Open, in un’atmosfera che anche per la città che li ospita è affascinante. Il sogno assoluto, invece, entrare nei top ten, magari anche nei “top five” e starci stabilmente. Farlo in accoppiata con Lorenzo Musetti sarebbe il massimo”. A Zeppieri non sono mancati gli idoli di gioventù: “Prima Federer, ovviamente, oggi Medvedev e Kyrgios, soprattutto per l’impegno nelle cause sociali che il secondo dimostra di possedere”. Perché il tennis è stata la prima scelta di Zeppieri?: “Ho provato anche altri sport ma il tennis c’è sempre stato. Sono inoltre un amante delle discipline individuali dove ci si confronta con se stessi e nelle quali non si dipende da altri. Ho avuto la grande fortuna di non essere mai stato pressato nelle scelte dai miei genitori e neppure nella ricerca esasperata dei risultati. Aspetto questo direi non sempre scontato nello sport in genere”. Il colpo che più gratifica il tuo gioco? “Un ace è appagante e permette di risparmiare energie”. Gli hobby di Zeppieri sono puri e comuni: “Amici e videogame – sorride -. Con i primi non parlo mai di tennis perché molti di loro sono storici e non fanno parte del mio mondo sportivo. Tifo Roma ma senza eccessi”. Come immagina il 18enne romano la ripresa effettiva?: “Credo che noi giovani saremo un po’ avvantaggiati rispetto agli esperti perché possiamo approfittare di questo periodo per continuare a lavorare sui nostri margini di miglioramento laddove magari dei giocatori già completi rischiano invece di perdere motivazioni”. Quelle di Zeppieri invece sono importanti, sia oggi che in prospettiva.

di Roberto Bertellino