LA MATURITA’ DEI GIOVANI CANADESI

Tra tutte le cose che stanno attirando l’attenzione del tennis canadese c’è la stabilità e la maturità che i suoi migliori giocatori hanno manifestato da quando hanno fatto il salto nella top-100. In particolare Bianca Andreescu e Felix Auger-Aliassime, che hanno saputo esprimere a parole la sensazione a Mats Wilander e Boris Becker, in un recente discorso raccolto da “Eurosport”. Direttamente, in una conversazione con i due ex numeri 1, Bianca e Felix riflettono sulle possibili cause che, a differenza di altri giovani, li hanno aiutati a competere meglio e controllare meglio i loro nervi. Wilander gira l’esempio a Boris, quando il tedesco vinse Wimbledon all’età di 17 anni perché, tra le altre cose, era il migliore mentalmente. “Nel mio caso, crescendo come figlia unica, i miei genitori hanno sempre avuto la costante intenzione che fossi indipendente”, afferma Bianca, campionessa degli US Open, riflettendo sulla sua personalità. “Volevano che viaggiassi e mi spostassi senza avere bisogno di loro. Ciò aiuta a sviluppare il senso d’indipendenza. E penso che essere figlio unico aiuti. Come tutti gli altri ho i miei momenti a livello emotivo. Ho anche rotto racchette, sono stata un terremoto, non in una partita ma dopo, arrabbiata con me stessa. Sono sempre stata molto competitiva, dò sempre il massimo e se non ci riesco sono molto dura con me stessa, ma tutto è stato bello da imparare. Così ho studiato molti giocatori, Kim Clijsters, Roger Federer, perché sono i miei preferiti di tutti i tempi. Li ho visti più di chiunque altro, ed erano sempre calmi e sereni, sono un grande esempio per me”.
Per Felix Auger Aliassime, d’altra parte, è stata una miscela di educazione ed esperienza alla competizione che gli ha fatto vedere che controllo e calma pesano quando si tratta di rimanere stabili in campo. “Sì, sono d’accordo con Bianca, tutto è molto legato all’educazione. Il tuo modo di essere come persona si riflette nel comportamento sul campo. E’ stato molto difficile gestire le mie emozioni, perché la mia ambizione è sempre stata molto alta, sono sempre stato un perfezionista. Mi arrabbiavo molto con me stesso, poi mi sono reso conto che essere calmi dava più opportunità di fare le cose meglio, di risolvere i problemi, di essere positivo”.

di redazione