FILIPPO BALDI VUOLE ESPRIMERE TUTTO IL SUO POTENZIALE

Un 2019 molto difficile, contrassegnato in chiave personale dalla perdita prematura dell’amato padre, e un 2020 praticamente mai partito. Così Filippo Baldi si sta ritrovando accanto alla propria famiglia, a Vigevano e prima di rituffarsi negli allenamenti palermitani, al Country Time, in compagnia del suo nuovo coach, Francesco Cinà, mentore fino a qualche stagione fa di una “certa” Roberta Vinci: “Ho trascorso il lockdown a Vigevano – conferma il lombardo classe 1996 – gustandomi la vicinanza di mia mamma e mia sorella, cosa che raramente riesco a fare in periodi normali del circuito. Da tre settimane ho ripreso gli allenamenti sulla terra del TC Selva Alta, circolo che mi ha visto crescere e con il quale ho conquistato il titolo italiano di serie A1 a squadre nel 2019. Prima solo allenamenti fisici, di mantenimento, sfruttando anche il terrazzo di cui disponiamo a casa. E’ stato un periodo veramente duro per chi è abituato ad essere superattivo. Due ore al giorno di esercizio, per il resto tanto divano e tanta noia”.

IL NUOVO COACH, FRANCESCO CINA’
A fine 2019 il cambio di allenatore, per quale motivo?: “Con Francesco Aldi abbiamo trascorso tre anni importanti e di crescita, conseguendo ottimi risultati. Ci siamo confrontati e abbiamo preso di comune accordo la decisione. Francesco Cinà in seconda battuta è stato osservatore attento della mia evoluzione e quindi il passaggio non è stato traumatico. Dopo la preparazione invernale dovevamo testare sul campo il lavoro fatto e avevamo bisogno di un po’ di tempo per raccogliere i frutti dello stesso. Purtroppo non c’è stato. Ora ripartiremo con in prospettiva due mesi di impegno per ritrovare la miglior forma”. Non sarai dunque al via dei Campionati Italiani Assoluti di Todi e a Perugia?: “No, non mi sento ancora pronto per tornare alle competizioni, ho bisogno di tempo e ritrovare le giuste sensazioni. Abbiamo lavorato e lavoreremo ancora sull’aggressività, il gioco di volo e il servizio”.

LA RIPRESA DEL CIRCUITO
A proposito di ripresa del circuito, quali sono le tue impressioni?: “Difficile dare un giudizio assoluto. Non mi sembra saggio pensare a uno US Open senza qualificazioni e senza punti, così come parlare solo di tornei del Grande Slam e Masters 1000. Il tennis è fatto anche dai Challenger e dai Futures, circuiti che accorpano attorno a loro tanti giocatori e giocatrici che sono l’ossatura del movimento. Dimenticarsene è a mio parere sbagliato. In tanti faticano in questo periodo e sotto questo punto di vista credo che sarebbe stata doverosa una miglior gestione dell’emergenza. Fortunatamente ho alle spalle una famiglia che mi permette di pensare anche ad una ripresa professionale nel 2021, senza affanni, ma non è così per tutti”.

NEL 2019 IL BEST RANKING
Un 2019 cadenzato dal grave lutto familiare ma nel quale è arrivato anche il best ranking: “Un bruttissimo colpo dal quale ho fatto fatica a riprendermi perché mio padre è sempre stato un punto di riferimento e il mio primo tifoso. Cercherò di far tesoro dei suoi insegnamenti e metterli in pratica”. Quali gli obiettivi, quando tutto sarà tornato alla normalità?: “Non parlo di classifica, anche se ovviamente il best ranking di numero 144 del mondo non lo considero un traguardo ma spero di superarlo e anche di molto. Nel complesso dico che sarà importante riuscire ad esprimere il massimo del mio potenziale e vedremo se questo mi porterà tra i migliori 30, i migliori 50 o 100”.

IL TORNEO DEI SOGNI E’ ROMA
Dove vorresti riuscire a dare il massimo?: Certamente a Roma, dove fino ad ora ho vissuto nel 2018 le migliori emozioni di carriera con l’ingresso in tabellone principale dopo alcune vittorie prestigiose in qualificazione”. Filippo Baldi ha avuto idoli giovanili nel mondo del tennis, e quando non pensa al gioco e all’allenamento quali hobby si concede?: “Senza dubbio Nadal quando ero piccolo. Oggi sono molto amico di Fabio Fognini e faccio il tifo per lui, ovviamente oltre che per me stesso. Fuori dal tennis mi piace stare con gli amici di sempre e quelli che mi sono fatto nel circuito, seguire altri sport in particolare il calcio, sono tifosissimo dell’Inter seguendo le impronte familiari, ed il basket. Tifoso dell’Olimpia e amante dell’NBA, anche se non sempre è facile seguirla per ragioni di orario”. Chi saprà uscire meglio da questo lungo periodo di astinenza dal tennis giocato, gli esperti o voi giovani emergenti?: “Non penso sia una questione di età quanto di gestione individuale del momento. Sarà il campo a dare delle risposte adeguate, come sempre”.

LA SERIE A1
Il 5 luglio ripartirà la serie A1, nella quale siete campioni in carica. Con quali speranze?: “Anche se la formula sarà diversa e ridotta siamo un gruppo coeso e motivato, che ha sigillato lo scorso anno un gran progetto partito nel 2011, quando la squadra era in serie C, e del quale mio padre è stato uno dei promotori. Bellissimo ricordarlo con un tricolore. Anche quest’anno, dunque, cercheremo di onorare la competizione e dare il massimo”. Chiudiamo con il successo Challenger del 2018, arrivato a Ismaning. Cosa ti ha lasciato?: “Vincere non è mai facile, a qualsiasi livello. Pertanto la consapevolezza di poterlo fare e il sapore dolce di quel ricordo, anche se non si vive di ricordi. Direi quindi la forza per riprovare quelle emozioni e andare oltre”.

di Roberto Bertellino