THIEM E LE SUE CONSIDERAZIONI A 360°

Non è stato certo silente Dominic Thiem nel periodo di lockdown e in quello successivo con il ritorno al tennis giocato anche se in esibizione. Dopo essersi espresso sul fondo di aiuto per i giocatori di seconda fascia, che ha sollevato nei suoi confronti tante critiche, eccolo discettare sul dopo Adria Tour e sulle altre considerazioni di cui è stato oggetto in ragione del fatto di aver giocato dopo essere stato a contatto con tennisti risultati positivi al coronavirus: “Mi sono sottoposto ogni giorno ai test per verificare la mia negatività. Perchè avrei dovuto chiudermi in casa se sono risultato sempre negativo. Lo facevo ogni qual volta sbarcavo in aeroporto. Per mia tutela e degli altri ho deciso di farmi monitorare in questo modo”. Non è poi mancata la difesa di uno dei suoi più cari amici nel circuito, Alexander Zverev, che ha solo fatto l’errore di dichiarare che si sarebbe messo in quarantena (egli stesso sottoponendosi ai controlli) ed è poi stato visto in una festa in discoteca nel periodo “incriminato””. Mano tiepida anche con Djokovic, a suo parere bersaglio di troppi attacchi per quanto accaduto a Belgrado e in Croazia. Meno diplomatico, l’austriaco, nei confronti di Kyrgios: “Ha detto tante fesserie e non capisco perchè si sia posto in quel modo. Sarebbe meglio valutare i propri di errori prima di criticare tutto quanto ti circonda”.
Infine ha sottolineato la difficoltà di affrontare due Slam in così poso spazio temporale come il nuovo calendario imporrebbe: “Sarebbe meglio perdere presto a New York per farsi trovare pronti al Roland Garros”.

di redazione