A WIMBLEDON SECONDO SLAM DI CARRIERA PER ASHLEIGH BARTY

Un’australiana ha sollevato il trofeo a Wimbledon 41 anni dopo la sua connazionale Ivonne Goolagong e terza di sempre del suo Paese con Margaret Smith Court. E’ stata la n° 1 del mondo, Ashleigh Barty, arrivata agli Championship con tanti dubbi dopo il ritiro prematuro a Parigi e cresciuta partita dopo partita. Finale del coraggio o della paura? Difficile dirlo, certo quella delle emozioni contrastanti, con alti e bassi da parte di entrambe le protagoniste. Ha vinto la migliore ma ha dovuto farlo più volte perché nel secondo set ha rimesso in corsa la rivale di giornata ed ex n° 1 del mondo, Karolina Pliskova, tesa e piangente in premiazione: “Non piango mai – ha esordito – ma voglio applaudire Ashleigh perché ha giocato un torneo perfetto. Grazie al mio staff”.
“Congratulazioni per il tuo torneo – ha replicato la vincitrice al termine rivolgendosi alla ceca – ma questo oggi è stato il mio sogno di bambina che si è concretizzato. Mi sono detta che dovevo continuare a lottare quando lei ha iniziato a giocare meglio nel secondo set. La scorsa notte non ho dormito pensando che avrei calcato questo campo centrale e potuto vincere il titolo. Ho un team incredibile, è stata una sfida per tutti noi. Alcuni sono rimasti a casa ma siamo un gran gruppo. Spero che Ivonne sia fiera di me”.
Tutto questo dopo un tentativo di scalata alla tribuna per salutare i “suoi”, modello Pat Cash quando qui vinse nel 1987. Soprattutto dopo la vera scalata al titolo che ad un certo punto è parso molto vicino (6-3 3-1 e servizio), poi si è improvvisamente allontanato. Karolina Pliskova ha iniziato a servire da par suo contrastando i tagli e i controtagli della Barty, che non ha chiuso nemmeno sul 6-5 e servizio. Nel tie-break la ceca ha pareggiato i conti approfittando di un doppio fallo finale della tennista “aussie”. L’inerzia del match sembrava diretta verso la ceca che però non ha capitalizzato il momento. Break in avvio di terzo set per la Barty, che è salita sul 3-0. Ha servito per il trofeo sul 5-3 e questa volta non ha tremato, anche se la tensione era tangibile in ogni anfratto del centrale. Trionfo in dirittura, per la seconda affermazione Slam di carriera dopo quella di Parigi 2019. Domani Karolina Pliskova tornerà in top ten. Entrambe erano alla loro prima finale a Wimbledon e hanno sentito le tensioni del momento ma si sa che per diventare “reali” e al termine parlare con loro bisogna superarle. La Barty è stata la più brava a farlo. Applausi anche quando è comparsa sulla terrazza con il trofeo ad accogliere il saluto della folla.

di redazione

Finale femminile: Barty (Aus) b. Ka. Pliskova (Cze) 6-3 6-7 (3) 6-3