TUTTI IN PIEDI…OGGI C’E’ MATTEO IN FINALE A WIMBLEDON

La storia del tennis passa da Wimbledon, ancora una volta. La sfida di oggi pomeriggio – alle 15 italiane: live in chiaro su TV8 – sarà speciale sia per Matteo Berrettini, alla sua prima finale Slam in carriera, che per Novak Djokovic, alla trentesima (solo Federer ha fatto meglio con 31). Nole, già cinque volte trionfatore ai “The Championships” dove è il campione in carica, si è aggiudicato entrambi i precedenti con l’azzurro, l’ultimo nei quarti del Roland Garros il mese scorso (con Berrettini che per poco non lo portava al quinto set). Un match che in qualche modo riscriverà il racconto di questo sport perché o il 25enne romano, n.9 del ranking e 7 del seeding, diventerà il primo tennista italiano di sempre a trionfare sui prati dell’All England Club o il 34enne di Belgrado, dominatore del tennis mondiale, diventerà il terzo tennista a conquistare 20 trofei Major restando oltretutto in corsa per centrare il Grand Slam (vincere tutti e quattro i tornei Slam, impresa riuscita solo a Don Budge, nel 1938, e a Rod Laver, nel 1962 e nel 1969).
Djokovic ha lasciato per strada un set soltanto, il primo giocato in questa edizione del torneo (glielo ha strappato il giovane britannico Jack Draper), contro i tre di Berrettini. Novak è alla sua settima finale a Wimbledon (30esima in un Major) ed ha già trionfato in 5 occasioni: 2011, 2014, 2015, 2018 e 2019 (è il campione in carica). L’unico che è riuscito a batterlo in una sfida per il titolo sul Centre Court è stato “Sir” Andy Murray nel 2013, con lo scozzese sostenuto nell’occasione da un tifo non troppo “british style”. Probabilmente anche stavolta il serbo non sarà il preferito del pubblico. Ma forse il 34enne di Belgrado, dominatore del tennis mondiale, se ne farà una ragione (del resto nella vita non si può avere tutto). Anche perché non può permettersi distrazioni: il suo obiettivo è non solo diventare il terzo tennista nella storia a conquistare 20 trofei Major dopo Federer e Nadal ma soprattutto restare in corsa per diventare il terzo capace di centrare il Grand Slam dopo Budge e Laver. Già nel 2016 Novak era arrivato a Londra forte dei successi a Melbourne e a Parigi ma era incappato al terzo turno in una giornata di particolare grazia al servizio dello statunitense Sam Querrey.“Sto cercando di tirare fuori il massimo delle mie capacità ogni singola partita e vedere cosa succede. Rinunciare non è mai un’opzione”, ha detto il numero uno del mondo alla vigila della finale numero 121 in carriera (84 i titoli nel palmares).
Se Nole ha una missione, Matteo però non ha alcuna intenzione di accontentarsi. Dopo essere stato il primo tennista italiano in semifinale Wimbledon a 61 anni di distanza da Nicola Pietrangeli (1960) ha fatto ancora meglio arrivando in finale ed ha la sincerità di ammettere: “Voglio divertirmi come ho fatto in queste due settimane, voglio godermi la mia prima finale. Ma devo crederci!”. Questo il pensiero del primo azzurro di sempre all’ultimo atto ai “The Championships”, il quarto a centrareuna finale Slam di singolare maschile, il primo a riuscirci in un torneo diverso dal Roland Garros.

dal sito www.federtennis.it