NICK KYRGIOS WILD CARD A TORONTO. INTANTO SI INTERROGA SUL PRESENTE

Sta entrando nel vivo l’ATP 500 di Washington, che nella notte italiana ha visto tornare in gara Rafael Nadal opposto all’ex top ten americano Jack Sock. Subito eliminato il campione in carica, Nick Kyrgios, che avrà una wild card per il Masters 1000 di Toronto, per mano di un altro americano, McDonald, con un doppio 6-4. L’analisi post partita dell’australiano è in perfetta sintonia con le tante, forse troppe, crisi d’identità che stanno vivendo molti campioni dello sport: “Ovviamente non ho espresso il mio miglior tennis – ha affermato in conferenza stampa – e non ho approfittato delle opportunità avute. Lui ha giocato meglio e vinto meritatamente, più pronto del sottoscritto nei punti chiave del match. Non sento più la pressione e l’importanza di certi punti. Nel tennis un giocatore capisce quando premere e quando rilassarsi. Ora non sento che il mio corpo e la mia mente interpretano questo tipo di emozioni. Comprendo, è perché non ho giocato molto nell’ultimo periodo. Ho ancora il doppio e cercherò di dare il massimo”. Si può ancora definire competitivo?: “Non voglio perdere mai, ma faccio fatica ad accettare giorni come questo. E’ strano, quando sono in campo è come se non notassi la differenza di un break point, non provo la pressione di prima. Mi sento privo di emozioni quando sono sul terreno di gioco. Mi guardo intorno, vedo la folla e non so cosa dire, non vivo quel momento come qualche anno fa. Perdo un match e sono molto deluso. Mi mancano i giorni in cui perdevo e andavo avanti, quando mi davano una multa per aver rotto le racchette. Allora tutto contava molto per me, ora soccombo e sono felice per l’altro ragazzo, non so cosa stia succedendo”. Più equilibrato circa il tema “pressione sui campioni”, Rafael Nadal: “Siamo sotto i riflettori e ognuno gestisce i problemi in modo diverso. Allo stesso tempo siamo persone super fortunate perché lavoriamo assecondando la nostra passione. Poter giocare per vincere i grandi tornei è straordinario, devi accettare la pressione. Nel 2015, non uno dei miei migliori anni, ne provavo molta. Il mio approccio è stato quello di andare avanti e superare lentamente quella situazione”.

di redazione