SINNER CHIAMA, BERRETTINI NON RISPONDE

Con Jannik Sinner già tra i migliori sedici del Masters 1000 di Indian Wells (per forfait causa paternità di Isner) , tutti a pregustare il derby di ottavi tra lui e Matteo Berrettini, chiamato alla sfida con Taylor Fritz, tennista di casa. Partita strana la loro. Nel primo set dall’1-1 l’americano ha piazzato un parziale positivo di 9 punti a 1 salendo 4-1. Ha bissato il break, con il romano in evidente difficoltà dal punto di vista del movimento. Poi l’azzurro si è ridestato e ha recuperato i due break di svantaggio, dando l’impressione di essersi rimesso nella giusta direzione. Brutto il game numero 10 nel quale Berrettini ha commesso errori assortiti vedendosi nuovamente superato dal rivale che ha fatto sua la prima frazione. Andamento analogo nella seconda, con l’allievo di Vincenzo Santopadre, in tribuna, poco efficace con i classici colpi di cui dispone, il servizio e il diritto. Tre doppi falli e due ace, bilancio negativo e fotografia di una serata storta, con le difficoltà rese ancora più palesi dalla condotta giustamente aggressiva di Taylor Fritz, 23enne californiano che aveva già superato il nostro nell’unico precedente di carriera, a livello di Coppa Davis nel 2019. Fritz ancora avanti 4-1. Berrettini ha tenuto non senza affanni la battuta nel game successivo ma Fritz ha continuato a incedere con il proprio passo (5-2). Il film del match si è materializzato nell’ottavo game. Berrettini non ha trovato le giuste cadenze in avvio (0-40). Poi ha annullato le prime tre palle match ma ne ha concessa una quarta con un diritto insolitamente gettato in rete. Nuova parità, quindi opportunità del 3-5, sfruttata. Insomma un Berrettini a corrente alternata. Tutto nelle mani di Fritz, al servizio. Il tennista Usa è risalito dal 15-30 e ha chiuso al quinto match point utile sul 6-4 6-3: “Ho avuto una strategia chiara – ha detto al termine Fritz – usando le mie armi e soprattutto l’aggressività. E’ un torneo che sento mio perché è vicino a casa. Credo di esserci venuto per la prima volta con gli amici, da spettatore, quando avevo 12 anni. Poi sono tornato da giocatore a quindici nel tabellone di qualificazione”.

di redazione