IL BILANCIO DEL PRESIDENTE BINAGHI

Ieri mattina conferenza stampa del Presidente FIT Angelo Binaghi a commento delle ATP Finals prima edizione torinese: “Sono molto contento di questa prima volta a Torino. Non è mio costume ringraziare lo staff ma lo faccio con molto trasporto in questa circostanza, comprendendo dalla segretaria al direttore generale. Tre eventi di grande importanza (la Coppa Davis la prossima settimana) che han no sottoposto tutta la nostra struttura, sottodimensionata, ad un intenso stress, per uno sforzo complessivo più che doppio rispetto a quello degli Internazionali d’Italia”. Le gratificazioni non sono mancate: “Sono relative ai giudizi positivi del presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, dei membri del board, dei giocatori, gli ultimi ad esprimersi sono stati Djokovic e Zverev, colpiti anche dalla bellezza di Torino, definita ancor più bella di Londra. Arrivano da soggetti che conoscono la materia, sanno cosa significhi organizzare da 0 un evento come questo e in un momento storico come questo”. Il tennis italiano è stato protagonista: “Un sogno fino a poco tempo fa poter pensare ad avere due giocatori azzurri tra i protagonisti. Peraltro un po’ sfortunati, fin dall’inizio. Berrettini anche nel sorteggio, indipendentemente dall’infortunio, perchè due dei finalisti arrivano proprio dal girone nel quale era stato inserito. Anche Sinner, sconfitto nel secondo incontro dopo aver avuto match point. Se il quarto giocatore protagonista in semifinale fosse stato un italiano nessuno avrebbe potuto dir nulla”.

Un po’ di fortuna
Abbiamo avuto anche molta fortuna. Ne abbiamo avuta soprattutto giovedì sera, prima dell’inizio della manifestazione. Voi non lo sapete, ma, per fortuna, quel giovedì sera, dopo tanti mesi, ha piovuto a Torino. E la notte abbiamo dovuto mettere delle belle bacinelle in mezzo al campo perché pioveva dentro al Palazzetto. E se non avesse piovuto giovedì, domenica e lunedì giornate per le quali era prevista pioggia e in effetti ha piovuto, avremmo mandato questa bella cartolina in giro per il mondo, con gli incontri fermi per un problema serio. Chissà quante polemiche ci sarebbero state. Ieri sera ho trovato ad aspettarmi in albergo queste persone simpatiche de “Le iene”: pensate che cosa mi avrebbero detto se avessimo mandato in giro l’immagine della bacinella per tutto il mondo”.” Devo dire che, al di là della fortuna per il fatto che abbia piovuto giovedì, c’è stato un prontissimo intervento della società che gestisce il Palazzetto che è intervenuta un giorno intero, ripristinando l’impermeabilizzazione del tetto, addirittura facendo dei lavori in più perché ci fosse la piena praticabilità del palazzetto così come è avvenuto e avete visto, sin dal giorno successivo”.

Uno sguardo al dopo
Siamo stati protagonisti anche fuori dal campo: tutti questi grandi campioni, grandi esperti di tennis mondiale, simboli della storia del tennis, hanno tutti espresso giudizi straordinari sul pubblico, sulla quantità, sul calore e anche sulla correttezza: un pubblico esemplare. Naturalmente abbiamo sofferto, soffriamo, per chi non è potuto entrare”. “Credo di non aver chiarito un concetto che è bene si sappia: il concetto è che abbiamo combattuto come dei leoni, e abbiamo perso, per un 3% in più di capienza che chiedevamo ma che a noi avrebbe portato un danno economico. Il Board dell’Atp a New York, su nostra richiesta, aveva giustamente inteso e poi ci aveva comunicato, di estendere la riduzione del montepremi in caso di riduzione della capienza dell’impianto così come aveva fatto con gli altri Masters 1000 durante l’anno. E una delle soglie, era proprio al 60%. Per noi, batterci per avere quei 3 punti di percentuale in più anziché rimanere fermi alla soglia del 60%, significava, nel caso ci avessero concesso la maggiore capienza, esattamente perdere 1.450.000 dollari. Anche per un solo spettatore in più. Ma cercare di far entrare tutti i possessori di biglietto ritengo fosse giusto anche perché, al di là di questi grandi risultati che stanno facendo i nostri giocatori, il nostro obiettivo deve essere quello della massima diffusione del nostro sport nel nostro Paese e dei valori che naturalmente esprime.” “Credo che ci stiamo riuscendo ma gli spettatori per noi sono fondamentali perché rappresentano il primo gradino verso la pratica del nostro sport: è altamente probabile che se uno viene a vedere il tennis e si appassiona, poi magari lo pratica e diventa anche un giocatore agonista”. “Comunque la festa continua: domani abbiamo il Gala del tennis con i Supertennis Awards. Premiamo tutti i grandi risultati, tutti gli exploit che hanno fatto i nostri giocatori in giro per il mondo. Poi abbiamo una settimana di Coppa Davis nella quale saranno nostri ospiti anche migliaia e migliaia di bambini. Questa è la nostra nuova frontiera: siamo già la Federazione che più spende nella scuola dell’obbligo. Abbiamo da anni un piano di promozione per il quale spendiamo più di un milione e mezzo di euro ma, ne parlerò con il Consiglio Federale, credo che gli sforzi vadano moltiplicati”. “Andrea Gaudenzi vuole che il tennis sia il secondo o il terzo sport nel mondo, in ogni Paese del mondo. E’ il leader che mancava al tennis mondiale. Noi però in Italia siamo già al secondo posto: puntiamo al primo, insieme al padel. Lo dicono i numeri che dobbiamo puntare in alto. D’altro canto non potrebbe essere altrimenti: dobbiamo dare l’esempio. Non possiamo avere obiettivi e ambizioni inferiori a quelle che oggi hanno i nostri giocatori più forti”.

da redazione e sito www.federtennis.it