LE DICHIARAZIONI DEGLI AZZURRI

La giornata era iniziata con due messaggi di auguri dei grandi assenti della sfida di Bratislava. “In bocca al lupo ragazzi! Daje!!!”, aveva scritto sul whats app della squadra Matteo Berrettini. E poco dopo ecco Fabio Fognini: “Vamos!”, con tanto di bandiera italiana. Azzurri favoriti dal pronostico ma, è cosa nota e non banale, in Coppa Davis le classifiche talvolta hanno poca importanza. Soprattutto se giochi fuori casa e questo pomeriggio la “NTC Arena” era bella calda seppur piena al 50% (ma era davvero cosi?) per le restrizioni anti Covid. Erano annunciati in duemila sulle tribune, ma sembravano decisamente di più… Sta di fatto che siamo sull’1-1 dopo la prima giornata e nella seconda ci sarà da lottare ancora.
Sofferto il match vinto da Jannik Sinner contro Norbert Gombos; il 64 46 64 la dice lunga. “Mi aspettavo una partita dura – ha poi sottolineato l’altoatesino – anche l’ultima volta che avevamo giocato contro a Marsiglia fu dura. Una situazione differente, ma lui ha giocato bene. Sono stato un break sopra nel secondo, avevo il match in pugno, poi è diventata una battaglia e sono felice di esserne venuto fuori”.  Quindi Jannik è entrato nell’analisi della sfida: “Lui è stato aggressivo e ha risposto molto bene, soprattutto sulla mia seconda di servizio. Dal mio punto di vista ama giocare su questo tipo di campo indoor. A Marsiglia era simile, non troppo veloce e sempre con il legno sotto. Non ci sono tanti tornei che giochiamo su una superficie così, lui comunque ha giocato bene e gli faccio i complimenti”. La svolta a metà del terzo set: “C’è stato un suo game di servizio in cui sono stato vicino a strappargli il servizio, ma lui ha giocato due ottimi punti. Lì però ho preso confidenza e ho capito di potercela fare. In una partita ci sono sempre dei punti di svolta, dei punti importanti. Devi essere concentrato in quei momenti. Sono soddisfatto di aver vinto, era molto importante. Sono meno soddisfatto di diverse cose, alcune le posso fare sicuramente meglio, ma adesso è anche difficile parlarne. Sul 2-1 l’energia è un po’ scesa, non era semplice ritornare su. Per altre analisi dovrò rivedere la partita”.
Jannik ha parlato anche dell’esperienza con il nuovo coach Simone Vagnozzi: “In allenamento stiamo provando varie cose, tra queste provare ad andare più a rete perché con il mio tipo di gioco può essere utile. Ci sono diversi schemi che stiamo provando, ma ovviamente non devo perdere quello che ho. A volte serve anche soffrire come ho fatto nel terzo set. Prima avevo la partita in mano, ero set e break sopra. Credo sia stata una partita importante per l’Italia, ma ci sono certi aspetti che devo migliorare”. Infine sulla differenza tra i tornei e la Coppa Davis: “Io continuo con la mia routine – ha detto – è qualcosa che posso controllare, a differenza di ciò che a volte succede in campo. Quello che c’è prima o dopo la partita lo posso controllare e lo faccio. C’è più gente qui, mi piace giocare una competizione a squadre perché mi posso confrontare con altri giocatori. Per me è solo un onore stare qui con questa squadra e vestire la maglia azzurra”.
A rovinare l’umore in casa azzurra è arrivata la sconfitta di Lorenzo Sonego opposto a Filip Horansky, chiamato in extremis a sostituire Alex Molcan, positivo al Covid. Lo slovacco si è imposto per 76 (2) 63. “Non è stato il match migliore della mia carriera – ha ammesso il torinese – il mio avversario è stato davvero bravo nonostante il suo ranking. Le classifiche non valgono niente ormai, tanti giocatori fuori dai 100 giocano da top 50. L’importante è tenere l’atteggiamento giusto e durante l’anno i risultati arrivano. Bisogna solo guardare quello che ho fatto di sbagliato oggi per capire cosa mi servirà per migliorare”.

dal sito www.federtennis.it