CLAMOROSO A INDIAN WELLS: FRITZ FERMA NADAL

Sembrava dover essere la vittima sacrificale, Taylor Fritz, nella finale del Masters 1000 di Indian Wells, il primo di stagione. L’americano classe 1997 alla sua prima finale 1000 doveva infatti confrontarsi con Rafael Nadal, alla caccia del 37° titolo 1000 in carriera e della 21esima vittoria stagionale consecutiva. Sembrava scontata la storia del match ed invece il californiano, davanti al pubblico di casa, ha stupito tutti e approfittato della condizione fisica non perfetta del grande maiorchino, che nel confronto con Alcaraz aveva sentito una fitta ai pettorali che aveva anche richiesto l’intervento medico. Ad onor del vero anche Fritz non era al top della condizione a causa di un infortunio al polpaccio emerso sul finale della sfida con Rublev, tanto che in fase di riscaldamento per il testa a testa con Nadal si era subito fermato per preservare le forze. Equilibrato, più resistente della concorrenza in tutto il suo percorso a Indian Wells, ha migliorato le qualità difensive e la continuità nelle accelerazioni. Naturalmente ambizioso, anche perché figlio dell’ex Top 10 WTA Kathy May, Fritz diventa il più giovane statunitense a trionfare in un Masters 1000 dai tempi del 23enne Andy Roddick a Cincinnati nel 2006. Nadal, che inseguiva il 92mo titolo complessivo in 129 finali e la possibilità di raggiungere Novak Djokovic a quota 37 Masters 1000 in bacheca, comprende subito che non sarà una finale facile. Dopo 19 minuti, Fritz è avanti 4-0.
Per la quinta volta in finale a Indian Wells, la 53ma in un 1000, Nadal appare lento, contratto, più preoccupato di testare dove il suo fisico possa spingersi. Fritz, ancora imbattuto in carriera nella storia del torneo contro Top 10, riesce per tre volte a strappargli il servizio nel primo set. Il 6-3 in 39 minuti lo lascia quasi incredulo, infatti continua a guardare l’avversario per carpirne reazioni e condizioni.  Alla fine del parziale, lo spagnolo chiede un medical time out. Va fuori dal campo per la diagnosi, vuole soprattutto capire quanto rischia di peggiorare la situazione continuando a giocare. Sa già che non sarà a Miami, ma all’orizzonte c’è la terra rossa, la parte per lui cruciale della stagione. Rafa torna in campo, ci prova ma commette due errori che gli lasciano una traccia di evidente delusione verso se stesso nel primo gioco del secondo set. La partita cambia, Nadal gioca comunque più libero e chiama Fritz a ridefinire la strategia di gioco senza contemplare la menomazione fisica dell’avversario. Il primo break di Rafa (2-1) suona come l’annuncio di una rimonta delle sue, ma Fritz firma un controbreak immediato e nel quinto game, durato dieci minuti, salva quattro chances di nuovo break. Nei 14 punti disputati, si racchiude tutta la prontezza di riflessi dello statunitense che riesce a rimanere in controllo benché il margine di sicurezza rispetto al primo set si sia nettamente assottigliato. Se ne rende ulteriormente conto dopo lo scambio da 36 colpi, il più lungo del match, che offre al maiorchino una chance di break in grado di cambiare la storia: se trasformata, andrebbe a servire per portare la finale al terzo set. Ma non andrà così. La storia del finale è tutta nel primo ace della partita con cui Fritz salva un’altra palla break sul 5-5 30-40. Alzare l’efficacia di uno dei tuoi colpi migliori nei punti che fanno la differenza è un altro di quei dettagli da cui si giudica un giocatore. E questo Fritz è da corsa al titolo anche nei grandi tornei. Saprà ripetersi anche fuori da Indian Wells? La sfida è lanciata. Intanto a casa sigilla il confronto sul 6-3 7-6 (5).

di redazione