INTERNAZIONALI D’ITALIA, RUSSI SI’ O RUSSI NO?

Gli Internazionali d’Italia sono sempre più vicini (2 – 15 maggio) e la domanda principe è legata alla presenza o meno dei giocatori russi e bielorussi. Una sorta di tormentone che ha preso forma dopo la decisione presa da Wimbledon di escluderli. La differenza fondamentale tra i due tornei è che il primo fa parte del lotto degli Slam, quindi sotto l’egida dell’ITF, e fondamentalmente è un evento organizzato da privati. Roma è invece una rassegna che fa parte come tutti i Masters 1000 e i 1000 WTA dell’ATP e della stessa WTA. I tre enti, ITF dunque compresa, si erano espressi lo scorso 1° marzo, in modo congiunto e senza mezzi termini, dichiarando la volontà di ammettere alle loro competizioni i giocatori russi e bielorussi a titolo individuale. I singoli tennisti di questi due Paesi, con la sola cancellazione delle rispettive bandiere accanto ai nomi in tabellone e nelle grafiche televisive, stanno infatti prendendo parte ai tornei del circuito, sia maschile che femminile. La Federazione Italiana Tennis, dal 2007, deve rispettare le disposizioni previste nell’ATP Official Rulebook. Gli Atp Tour e gli Atp Challenger Tour sono sottoposti alla giurisdizione dell’Atp e devono rispettare, essere vincolati e condurre il torneo in conformità con le regole e i regolamenti dell’Atp. Non solo: secondo l’art. 8.01.B, “Ogni torneo si impegna ad accettare le iscrizioni dei tennisti sulla base delle classifiche Atp dei singoli e delle classifiche Atp dei doppi”. Tradotto, sul Masters 1000 non decide la Federazione ma l’Atp. Giovanni Malagò, presidente del CONI e rappresentante del CIO, si è così espresso: “Tutte le più importanti federazioni internazionali hanno accolto e seguito le raccomandazioni del Cio alle Federazioni di non invitare atleti dei due Paesi alle manifestazioni sportive e ai tornei. Solo il mondo del tennis si è stupito che Wimbledon abbia aderito al dettato del mondo olimpico internazionale. Spetta al governo prendere una decisione. Starà studiando il caso, valuterà la situazione, poi farà una scelta, sono convinto la migliore per il Paese”. L’impressione è che il Presidente del Consiglio Draghi, dopo una prima parvenza di allineamento con Wimbledon non abbia in agenda una presa di posizione secca sulla questione e pertanto che i tennisti “sotto esame”, tra cui ricordiamo il numero 2 del mondo Daniil Medvedev e il n° 8 Andrey Rublev, saranno al via del torneo romano, al pari delle donne con in testa la bielorussa Aryna Sabalenka e la sua connazionale “Vika” Azarenka. La questione rimane tuttavia ancora in bilico e i prossimi giorni saranno in un senso o nell’altro decisivi.

articolo pubblicato oggi su Tuttosport