BORIS BECKER CONDANNATO A 2 ANNI E MEZZO DI CARCERE

Non è bastata a Boris Becker la cravatta del vincitore di Wimbledon, titolo conquistato in tre occasioni e la prima a soli 17 anni, con la quale si è presentato ieri davanti ai giudici della Southwark Crown Court, per evitare la condanna a 2 anni e mezzo di carcere per bancarotta fraudolenta. Ne rischiava sette e ora dovrà scontare in carcere la metà della pena, l’altra in regime di semilibertà. Becker è stato riconosciuto colpevole per 4 dei 24 capi d’imputazione legati alla dichiarazione di fallimento del 21 giugno 2017, a causa di quasi 50 milioni di sterline (circa 60 milioni di euro) di debiti. A condannare il 54enne ex n° 1 del mondo e vincitore di 6 titoli Slam è stato il giudice Deborah Taylor che nel pronunciare la sentenza ha sottolineato come il tedesco non abbia ammesso la propria colpa e nemmeno rimorso: “C’è stata da parte sua una totale mancanza di umiltà”. “Bum Bum”, appellativo con il quale si identificava il suo tennis esplosivo fatto di servizi e repentine discese a rete, avrebbe trasferito ingenti quantità di denaro dal suo conto aziendale, omettendo di dichiarare una villa di proprietà in Germania e nascondendo circa 900mila euro di debiti e azioni di una società tecnologica. Becker si era in parte giustificato sostenendo che il suo tenore di vita era molto dispendioso e in parte legato alle onerose spese seguite al divorzio dalla prima moglie e al mantenimento dei quattro figli. L’ex campione si è presentato attorno alle 12 di ieri presso la Southwark Crown Court di Londra per ascoltare la sentenza e mano nella mano con l’attuale compagna Lilian de Carvalho Monteiro. Il giorno prima, consapevole del rischio al quale andava incontro, aveva invece salutato i suoi affetti trascorrendo del tempo con l’ex moglie Lilly ed il figlio. La parabola discendente di chi una volta incantava le folle d’ogni dove è così proseguita con il punto più basso toccato ieri. Nel corso della stessa ricordiamo anche una sua comparsata nel 2013 in un programma trash di una televisione tedesca nella quale era vestito da pagliaccio e sottoposto a giochi a dir poco imbarazzanti, dietro lauta remunerazione.

di redazione