IL PARERE DI PAOLO LORENZI

Ebbene sì ce lo ricordiamo nel 2011 quando riuscì a strappare un set al re della terra rossa capitolina, Rafa Nadal, facendo sognare il pubblico del Foro Italico. Oggi, Paolo Lorenzi, numero 33 del ranking mondiale, dopo la carriera da giocatore e ormai quella bene avviata da anchorman televisivo su Sky Sport a fianco di Stefano Meloccaro, è stato investito del ruolo di vice direttore degli Internazionali Bnl d’Italia, a fianco di Sergio Palmieri. Abbiamo incontrato proprio Lorenzi durante la cerimonia di sorteggio dei tabelloni dei tornei Atp e Wta.  
Primi giorni di IBI ’22 e sembra essere un’edizione “bagnata” dalla pioggia…
Edizione bagnata, edizione fortunata. Scherzi a parte. Ormai siamo all’avvio di questo splendido torneo. Io affianco Sergio Palmieri, direttore storico degli Internazionali. Il sole siamo certi che possa arrivare nei prossimi giorni. Ma la cosa che speriamo tutti è che la gente si diverta.  
Dopo due anni di standby cosa significa riabbracciare il pubblico?
Fa bene al nostro sport! Centrale e Pietrangeli gremiti sono la cosa più bella che una persona possa vedere!La vendita dei biglietti sta andando alla grande. Il pubblico diventa la marcia in più per questo torneo.  
Da ex giocatore quale sarà il tuo contributo alla direzione del torneo?
Quando inizio una nuova avventura mi faccio subito trascinare dall’entusiasmo! Palmieri negli ultimi anni ha fatto un lavoro straordinario facendo crescere esponenzialmente gli Internazionali! Voglio dargli una mano… Roma è un posto fantastico, tutti vogliono tornare… insomma un piccolo slam. Naturalmente mi dovrò dividere con la televisione.  
Il tennis italiano, tu sei stato un esempio per questi ragazzi d’oro.
Sono felice di essere stato un esempio per questi giocatori che stanno dando il tutto per tutto in campo. Arrivano sempre avanti negli Slam e compiono risultati straordinari nei tornei del circuito. Il tennis femminile? Il risultato delle finals di Billie Jean King Cup è un successo! Stiamo lavorando per far crescere il futuro del nostro tennis.  

dall’inviato Andrea Mombello