ANCHE RUUD INCORONA ALCARAZ

Così il norvegese in conferenza stampa post match: È stato un confronto divertente, tanto da vedere quando da giocare: ci sono stati molti scambi lunghi e alcuni colpi divertenti – ha esordito Ruud nella conferenza stampa post finale – È chiaro che sono dispiaciuto, non è andata come avrei voluto. Enormi meriti a Carlos, che ha giocato benissimo durante il terzo set, alzando il livello quando più contava. Io, comunque, penso di aver giocato il mio miglior tennis di sempre su questa superficie: spero di avere un’altra chance in futuro”. Con queste parole il norvegese si è presentato ai giornalisti presenti in sala stampa. Seguono tutte le sue dichiarazioni.
I due break point non realizzati nel terzo set hanno cambiato il corso del match?:
“Lui ha giocato molto bene e in maniera particolarmente aggressiva su quei due break point. Forse sono stato un po’ troppo passivo sul primo, sarei probabilmente dovuto andarmi a guadagnare il punto. Si può dire che il terzo set avrebbe deciso il match: eravamo un set pari e il terzo è stato molto lungo e combattuto. Ho giocato un tie-break orribile, purtroppo ho commesso troppi errori: non sono riuscito a togliermi dalla testa i due set point mancati. Nel quarto set, invece, per lui era tutto più facile essendo in vantaggio. Ha servito bene e non ho avuto possibilità per strappargli la battuta”.
Ora siete i primi della classe. Come ti senti?: “Tutto quello che è già riuscito a raggiungere alla sua età è semplicemente incredibile. Ha comunque quattro anni in meno di me, come ho detto altre volte lui è uno di quei talenti che nascono raramente. Per me, in questo momento è il miglior giocatore del mondo, merita sicuramente il n°1. Io, allo stesso tempo, sono molto orgoglioso di essere il n°2: in un certo qual modo so di dover ancora compiere un ultimo passo, anche se temo sarà particolarmente dura!”.
Come ti sei sentito in campo dopo la prima finale Slam giocata a Parigi? “Sicuramente ero molto teso, anche se credevo comunque di non essere il favorito. Oggi, però, è stato più divertente. Non dovevo giocare contro il mio più grande idolo nel match più importante della mia carriera: è stato più facile pensare di poter vincere. C’era anche un’atmosfera ancora migliore, i tifosi sono stati fantastici trattando bene tutti i giocatori. Anche se ho perso, mi sono sentito un po’ come un campione durante queste due settimane”.

di redazione