A BOLOGNA OGGI PRENDE IL VIA IL GIRONE DI DAVIS CUP. DOMANI GLI AZZURRI

Bologna si prepara ad accogliere la Coppa Davis. Alle 15 andrà in scena la prima sfida del girone, Argentina-Svezia, in attesa del debutto degli azzurri previsto per domani contro la Croazia. Sarà una ripartenza per gli azzurri che puntano alla rivincita contro gli stessi avversari che hanno fermato la corsa dell’Italia nei quarti un anno fa a Torino. Volandri però può contare su un Berrettini in più. Un anno fa era stato costretto a dare forfait, dopo averci provato fino all’ultimo, per l’infortunio agli addominali sofferto alle Nitto ATP Finals una settimana prima. In Davis non gioca dalle finali del 2019 ma è apparso carico e motivato più che mai. “È stato un anno difficile, tra l’operazione e il Covid, ma la voglia c’è, l’obiettivo è difficile ma non impossibile. Siamo una squadra forte, possiamo arrivare in fondo” ha detto a SuperTennis, confermando poi questi temi in una conferenza stampa con il nuovo sponsor Illumia. Gli azzurri continuano gli allenamenti in un clima di divertito impegno, con un Musetti concentrato e un Fognini sorridente in canotta. Sempre presente, oltre a Filippo Volandri, il responsabile Over 18 della Federazione Italiana Tennis Umberto Rianna. Il capitano azzurro Filippo Volandri ha sottolineato, nella consueta conferenza stampa di presentazione alla vigilia delle sfide della fase a gironi, lo spirito di gruppo che anima la squadra azzurra. In attesa che sia completata dall’arrivo di Jannik Sinner, che oggi pomeriggio ha prenotato una sessione con Maestrelli, aggregato come sesto uomo non convocabile  ma presente negli allenamenti per aiutare la preparazione dei cinque azzurri impegnati negli incontri di scena alla Unipol Arena (Berrettini, Sinner, Musetti, Bolelli e Fognini).  La sfida tra Argentina e Svezia offrirà già prime importanti indicazioni sulle gerarchie. I sudamericani possono contare su tre Top 40 in singolare: Diego Schwartzman (n.16 ATP), Francisco Cerúndolo (27) e Sebastián Báez (37), a cui si aggiungono i doppisti Horacio Zeballos (n.9 nel ranking di specialità) e Máximo González (49). Ma la Svezia ha già sorpreso tutti un anno fa, e in un girone da quattro in cui passano le prime due ogni singolo incontro può risultare decisivo. Il capitano argentino, il “Mago” Guillermo Coria finalista agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, è alla prima esperienza alle Finals di Coppa Davis, le fasi finali con il nuovo formato introdotto nel 2019 con successivi aggiustamenti. “Abbiamo studiato tantissimo, analizzato tutto e visto moltissime partite – ha detto Coria in conferenza stampa -. Tra i giocatori c’è molto rispetto, vogliono tutti far parte della squadra”. Contro la Svezia dei fratelli Mikael ed Elias Ymer, ha detto Coria, “siamo favoriti, mi assumo la responsabilità di questa affermazione. Sarà importantissimo per noi partire con un 3-0, possibilmente senza perdere un set, ma questa è la Coppa Davis e tutto può succedere. Magari gli svedesi, visto che non hanno niente da perdere, giocheranno il loro tennis migliore e a noi potranno venire dei dubbi, un po’ di tensione”. Le sfide più dure, comunque, saranno quelle contro l’Italia e la Croazia. Per questo Coria ha chiesto a Leonardo Mayer, a Bologna come assistente nello staff, di portare una replica della Coppa Davis, l’unica nella storia argentina, che Mayer ha vinto nel 2016 proprio in finale contro la Croazia. Un aspetto da considerare è il tipo di superficie, molto diversa rispetto a quella su cui si è disputato lo US Open concluso ieri con la vittoria di Carlos Alcaraz. E non solo perché in Davis si gioca al coperto.
“Campo, rimbalzo, palle: è tutto molto diverso rispetto agli US Open. È vero che giocare indoor aiuta ad ambientarsi più velocemente. Le palle però si aprono molto e durano poco. Qui il campo è piuttosto lento” ha spiegato Volandri.  Si era espresso così anche il capitano croato Martic. “Il campo è più lento che a New York – spiegava ieri -, la palla rimbalza di più”. Un elemento da considerare e a cui adattarsi in fretta. Con il nuovo formato della manifestazione, che premia la profondità della rosa e non concede tante seconde occasioni, si vince innanzitutto così.

di redazione e sito federtennis.it (foto Sposito)