BERRETTINI FA SOGNARE L’ITALIA

Anche in conferenza stampa, Berrettini torna sull’importanza del pubblico e del fattore campo. “Uno dei motivi per cui gioco è che da bambino andavo al Foro Italico a vedere gli Internazionali d’Italia. Queste tre partite me le sono proprio godute. Le energie che mi dà il pubblico, come la squadra, possono aiutare” ha detto.  Nella fase finale, in programma a novembre a Malaga, l’Italia si troverà in un’atmosfera diversa. Il primo ostacolo saranno gli Stati Uniti. “Sono una squadra forte, possono avere anche l’aiuto di Frances Tiafoe, semifinalista allo US Open – ha sottolineato Matteo -. Sono forti, ma non credo che loro siano conTentissimi di giocare contro di noi. Sarà una partita difficile ma non impossibile, e se vuoi andare in fondo non devi temere nessuno”. In questa fase a gironi, guardando anche alle nazionali impegnate negli altri gruppi a Valencia, Amburgo e Malaga, Berrettini è considerato il più forte singolarista numero 2 presente. “Ma nella fase finale, se pensiamo alla Spagna al completo, il numero 2 sarebbe Nadal e non è proprio scarsissimo – ha analizzato Berrettini -. Poi la Davis ci ha insegnato che i numeri contano fino a un certo punto, l’abbiamo visto purtroppo con Gojo l’anno scorso”. Il croato, infatti, superò Lorenzo Sonego cogliendo la sua terza vittoria in tre partite nel girone di Coppa Davis a Torino, le sue prime contro avversari in Top 100 nel ranking ATP. Infine, si stupisce quando gli raccontano che fuori dalla Unipol Arena c’è un’installazione con la sua sagoma e 50 palline su cui i tifosi possono scrivere una serie di frasi. Due le trova particolarmente azzeccate. La prima, ‘Osa sognare’ “è un po’ la mia storia. Non avrei mai pensato di arrivare qui, a vent’anni guardavo Vincenzo come un campionissimo. Poi ‘Godersi il viaggio’, qualcosa che devo imparare a fare, perché penso sempre a fare di più e a volte mi perdo delle emozioni”.

DI REDAZIONE