DJOKOVIC FA “PICCOLO PICCOLO” RUBLEV. SEMIFINALE A MELBOURNE

La fascia ancora protegge la gamba sinistra, ma sembra più un amuleto di “guerra” che una reale necessità. Djokovic infatti si muove benissimo e lascia poche opportunità al solito Rublev, tanta potenza e poca testa, da metà del match in avanti anche tanto nervosismo. Non è certo facile perdere sempre contro lo stesso giocatore (salvo circostanze eccezionali) ma la realtà è che Djokivic è in assoluto più forte di lui e il tennis che mette in campo il russo si adatta perfettamente alle dinamiche di campo del serbo. Tre set e via, verso la decima semifinale agli Australian Open, vinti in nove occasioni. E’ Novak Djokovic il primo favorito per il titolo 2023 e tra due giorni sfiderà l’inedito Tommy Paul, americano per la prima volta in una semifinale Slam dopo la vittoria con il giovane connazionale Shelton. Djokovic ha vinto 6-1 6-2 6-4 e alla fine ha esternato tutta la sua gioia: “Sono molto contento del gioco espresso – ha detto a caldo – soprattutto nelle ultime due sfide. Il punteggio dei primi due set di oggi è bugiardo perchè Andrey è un gran avversario e molti game sono stati equilibrati. Qui mi trovo bene da sempre, oggi abbiamo dovuto gestire anche il vento che non era così forte quando attorno alle 18 ho iniziato a scaldarmi. Ho giocato bene nei momenti topici del match e questo mi dà ulteriore fiducia”. Ppi spazio agli auguri, per il compleanno del suo fisioterapista e della madre, che era ieri. Un veloce “happy birthday to you” cantato anche dal pubblico e pensiero ai prossimi appuntamenti: “Non ci siamo mai incontrati con Paul – ha detto Djokovic – se non negli spogliatoi, come successo anche oggi – dovrò approcciarmi al confronto come fatto per le ultime due partite qui a Melbourne”. Del match non c’è molto da dire. Djokovic ha servito bene, 14 gli ace a referto, e mosso il rivale con grande naturalezza. La condizione sembra in netto miglioramento, anche sotto il profilo fisico, e sarà difficile fermarlo.

di redazione