PAUL E SHELTON, GIOIA PER DUE

Nel tennis americano sta capitando quanto successo negli ultimi anni in quello azzurro. Uno tira l’altro è l’immagine nitida che emerge dalle ultime imprese dei tennisti stelle e strisce, uniti al di là delle logiche sfide di campo, in una crescita ormai evidente. Gli Australian Open hanno riaffermato il concetto con molti attori nel corso delle due settimane e tra gli ultimi l’esperto Tommy Paul e l’emergente Ben Shelton, protagonisti del primo quarto di giornata a Melbourne. Ha vinto Paul, grazie alla maggior esperienza, ma in un certo senso ha vinto anche Shelton che potrà usare questo torneo quale trampolino di lancio ulteriore per la sua carriera. Alla fine della sfida abbracci tra i due e tanto cameratismo. Il confronto è durato 3 ore e 9 minuti e Shelton ha avuto anche le possibilità per girarlo, ma forse è ancora presto per attendersi da lui certi virtuosismi alle prime uscite di carriera oltre gli Stati Uniti. Così Paul in alcuni passaggi della conferenza stampa: “Sì, sono davvero eccitato. Non è stata la partita più bella di sempre oggi, ma era come dovevo giocarla. Era come mi sarei aspettato che sarebbe andata. Lui è un ottimo battitore. Ho dovuto mettere quante più risposte potevo. Ma sono davvero eccitato. È davvero fico. Penso che sarebbe ancora più bello giocare con Novak”. Lo farà: “Voglio dire, probabilmente avrei più possibilità di vincere se fosse Rublev, ma giocare con Novak qui in Australia sarebbe fantastico. […] L’ho visto negli spogliatoi dopo aver finito la mia partita. Mi ha detto, congratulazioni. Tutto qui. Ci siamo allenati in passato. Ma sì, non abbiamo mai giocato una partita l’uno contro l’altro. Ovviamente è piuttosto a suo agio qui in Australia. Sarà una partita impegnativa. Ma io sto giocando il mio miglior tennis, quindi è un buon momento per me” Per lui anche una tifosa speciale, la mamma: “E’stato fantastico. In realtà, quando l’ho sentita per la prima volta, ero piuttosto nervoso perché ci siamo trovati bene qui e non volevo davvero cambiare nulla. E dopo averci pensato un po’ su mi sono detto: ‘Va bene, dai, sono nei quarti di finale. Lei ha fatto molto per me, insomma, da quando ero molto giovane fino ad ora’. Ha sacrificato un sacco di cose per farmi arrivare dove sono ora. Merita di essere qui e merita di vedermi vincere partite importanti. Ero davvero entusiasta di vederla e averla qui. L’ho vista prima della partita. È venuta in albergo poco prima che partissi per il riscaldamento in campo. Poi ovviamente l’ho vista subito prima della partita, prima di uscire. Poi l’ho vista sugli spalti col mio team. È stato davvero emozionante. È davvero bello averla qui”.

di redazione