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ESCLUSIVA: CECCHINATO E’ PRONTO A RIPARTIRE

Dopo una meritata vacanza Marco Cecchinato è pronto a ripartire. Da oggi, a Bologna, riprende gli allenamenti guardando alla stagione sull’erba, in questo momento sempre più nel vivo: “Avevo bisogno di staccare un po’ – esordisce – dopo le grandi emozioni vissute a Parigi e le altrettante tensioni. Giocare partite di quel livello e contro grandi campioni come quelli affrontati al Roland Garros significa consumare tante energie, fisiche e mentali”. Ora gli scenari cambiano, da top 30 Atp, ed occorre reggere l’urto: “Sono pronto – prosegue il palermitano – perchè mi sento molto maturato rispetto al passato e la cavalcata parigina mi ha dato ulteriore fiducia e convinzione nei miei mezzi. Ora entro in campo contro chiunque consapevole di poter vincere e di avere le armi, tecniche e non solo per poterlo fare”.
Proprio con queste caratteristiche Marco Cecchinato aveva messo in campo la prima impresa contro Copil, al Roland Garros, recuperando da due set sotto: “Magari due anni fa, nella stessa situazione, avrei mollato. Invece nella mia nuova dimensione sono riuscito a rientrare nel terzo set con la giusta mentalità e tranquillità. Sono risalito ed ho vinto 12-10 al quinto. Non è stato un caso”.
La parola d’ordine è non accontentarsi: “Anche in questo – prosegue il 25enne siciliano – sono cresciuto. Ora penso alla seconda parte di stagione e non voglio assolutamente fermarmi. Come obiettivo di fine 2018 mi pongo l’ingresso stabile tra i primi 20 giocatori del mondo. Non sarà facile ma utilizzerò tutte le mie forze per ottenerlo, partendo dai prossimi tornei”. Quali saranno?: “Quest’anno preparerò Wimbledon in maniera giusta. Dopo questa settimana di ripresa e richiamo di preparazione, a Bologna con il mio staff, giocherò l’Atp 250 di Eastbourne e poi mi cimenterò sull’erba di Wimbledon. Certo, non è la mia superficie preferita, ma ritengo di poter far bene anche sui prati inglesi”. C’è un obiettivo minimo pensando al terzo torneo Slam di stagione?: “Non direi, proprio perchè la parola accontentarsi l’ho abolita dal vocabolario personale. Giocherò match dopo match, come ho fatto a Parigi, cercando sempre di ottenere il massimo. Dicessi terzo turno sarei bugiardo. Se dovessi arrivarci vorrei proseguire la corsa. Questa è diventata oggi la mia mentalità”.
Quale il piacere più grande ripensando all’impresa in terra di Francia?: “Aver riportato il tennis italiano alla ribalta e tante persone anche provenienti da altri sport ad interessarsi del nostro mondo. Sono state tante le testimonianze ricevute in tal senso, di amici e sconosciuti. Una vera soddisfazione nella soddisfazione”. La più grande?: “Aver ricevuto un messaggio di complimenti dal mio idolo di gioventù, Riccardo Kaka, per molte stagioni bandiera del Milan, la mia squadra del cuore. Un autentico e piacevole colpo al cuore”. Ripensando alla semifinale persa contro Thiem c’è più gusto dolce o amaro?: “Nessuno dei due, piuttosto un’analisi lucida di come si è svolto il match. Forse se avessi vinto il secondo set la partita sarebbe potuta cambiare. Avrei potuto perderla in quattro set, in cinque, o vincerla. Lui però nei set point che ho avuto ha giocato da grandissimo campione con soluzioni vincenti che gli sono proprie. Pertanto non posso rammaricarmi di nulla. Piuttosto anche da quella partita, avendo giocato per lunghi tratti alla pari con il secondo più forte giocatore del mondo sulla terra, ho tratto ulteriori stimoli per andare avanti e migliorare”. Parliamo del rapporto con l’attuale coach, Simone Vagnozzi e di quanto abbia influito sulla crescita dell’ormai campionissimo Marco Cecchinato: “Un sodalizio importante, come con il resto del mio staff – ha proseguito l’azzurro – ma un grande bravo per i progressi fatti lo rivolgo a me stesso. Non sto più lavorando con lo psicologo ed il mental coach e sono stato io ad aver fatto sotto questo punto di vista il salto di qualità necessario per cambiare livello. Deve scattare qualcosa in te stesso per riuscire ad ottenere questi risultati”.
E nel suo caso dove è scoccata la scintilla?: “Ho iniziato a maturare maggiori consapevolezze nel Masters 1000 di Montecarlo dove mi sono qualificato battendo tennisti di ottimo livello. Poi la vittoria nel mio primo torneo Atp, a Budapest, ha rafforzato queste sensazioni, così a Roma dove ho superato un cliente difficile in una platea magica come quella del Pietrangeli. Tutte fasi di crescita cui voglio come detto dar seguito”. L’allenamento quotidiano incalza, i prossimi impegni anche e con questo approccio siamo certi che le soddisfazioni targate Marco Cecchinato non sono affatto finite.

di Roberto Bertellino

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