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ANDERSON VINCE LA PRIMA SEMIFINALE FIUME A WIMBLEDON, DOPO 6 H 36′

Quando c’è John Isner a Wimbledon i tempi si allungano, lo dice la storia che recita del suo match più lungo di sempre, contro Mahut nel 1° turno del 2010, terminato 70-68 al quinto e durato tre giorni. Oggi l’avversario dell’americano era, a livello di semifinale, il sudafricano Kevin Anderson, autore nei quarti della clamorosa eliminazione di “Sua Maestà ” Roger Federer, per 13-11 al quinto. Proprio il sudafricano si è superato, recuperando uno svantaggio di due set ad uno e concludendo dopo 6 ore e 36 minuti sul 26-24 (7-6 6-7 6-7 6-4 26-24). Semifinale più lunga di sempre, come volevasi dimostrare, e grande impresa, degna di un atleta vero che possiede un tennis completo ed è in grado di stupire come fatto nel game del break decisivo ottenuto in dirittura quando avanti 15-0 sul servizio di Isner è caduto, si è rialzato ed ha colpito un diritto mancino (lui che è destro) e costretto all’errore e alla resa anche psicologica (quella fisica era arrivata molto prima e la si leggeva nel volto di Isner) l’avversario. Solo 24 gli errori gratuiti del sudafricano, autore di 49 ace contro i 53 di Isner, molte di più le occasioni avute nel set decisivo. Come i punti realizzati, alla soglia di un fatidico numero (300) che conferma l’asprezza della contesa. Sfida tra nobili del tennis, anche nel comportamento e nelle dichiarazioni di fine gara: “Sono contento ma non esagero nelle manifestazioni – ha detto Anderson – perché immagino come possa sentirsi il mio avversario. Un modello che conosco da tanto e che mi ha ispirato per i traguardi ottenuti. Ora cercherò di recuperare per presentarmi al meglio in finale”.
In campo ora, dopo ore di attesa, Djokovic e Nadal, per la loro sfida numero 52 (conduce i precedenti Djokovic 26-25).

di Roberto Bertellino

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