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L’IMPRESA DI ANDREA GOLA DAVANTI AL SUO PUBBLICO

Quando le ombre della sera stavano ormai calando sul centrale del Country Club, Andrea Gola, giocatore di casa, ha alzato ieri le braccia al cielo accompagnando il gesto liberatorio con un gran sorriso, al termine dello sforzo vincente contro il barlettano Giuseppe Tresca, classe 1998. Gola a segno 6-4 0-6 7-5 nel 1° turno del 25.000 $ ITF Memorial Francesco Molino e terzo set tutto da raccontare, con mille mutamenti di scenario ed altrettante emozioni. Il giovane piemontese (31 agosto 2001) cresciuto sui campi del prestigioso circolo cuneese passando dagli inizi con il maestro Paolo Ponzio alla guida del suo attuale tecnico, Moreno Baccanelli, era avanti 3-2. Palla del 4-2 con smash apparentemente facile scagliato in rete con l’avversario ormai arresosi. Un errore costato caro in quel momento a Gola che si è trovato poco dopo a rincorrere sul 3-5. Qui ha annullato i primi match point controbreccando il rivale ed aprendo sempre più dubbi nel suo tennis regolare e costante. Ancora uno strappo nel game successivo per tenere la battuta, con alcune soluzioni audaci, e dal 5-5 marcia trionfale verso i primi tre punti Atp e l’ottavo di finale nel main draw della rassegna che oggi lo vedrà affrontare il corregionale Julian Ocleppo, classe 1997 e talento in grado di fare tutto e il contrario di tutto. Alla fine grande soddisfazione di Gola e del circolo che ne ha cullato le gesta e lo ha spinto al successo: “E’ stato importante l’apporto del pubblico – ha affermato il giocatore poco dopo la vittoria – anche se all’inizio un po’ di tensione per il fatto di esibirmi in casa l’ho provata”. Sintetizziamo l’impresa con un termine: “Sogno – ha detto senza tentennamenti dopo gli autografi e le foto sulla terrazza del circolo con alcuni piccoli estimatori – perchè non ho fatto ad oggi tanti tornei di questo livello e inseguivo da tempo questi punti. Ora cercherò di giocare prevalentemente 15.000 e 25.000 $ perchè solo così si può crescere, confrontandosi con chi ha più esperienza. Vorrei che questo sogno continuasse. La partita di  ottavi sarà dura ma non la ritengo impossibile”. Un passo indietro per scoprire come nasce l’amore di Andrea Gola per il tennis: “L’ho ereditato da mio padre e a 7 anni anni ho iniziato al Country dopo aver giocato contro il muro di casa e anche con la mia baby sitter. Prediligo lo sport individuale a quello di squadra perchè nel primo sei tu a decidere il tuo destino e fare quello che vuoi”. L’idolo è uno solo: “Rafael Nadal, il re del rosso e del Roland Garros, torneo che rappresenta il mio ideale, più ancora del pur affascinante Wimbledon”. A fine terzo set Gola ha battuto anche da sotto: “Sul 3-5 sono iniziati i crampi e non riuscivo più a servire normalmente…sono stato costretto allo stratagemma. Mi promuovo per essere rimasto in partita anche quando le cose sembravano prendere una strada a me poco favorevole”. Il colpo migliore del repertorio è il rovescio bimane: “E’ il più naturale, fin da piccolo e lo sento sicuro tanto da non cercare di spostarmi sul diritto. Proprio questo secondo fondamentale e il servizio hanno nel mio tennis ancora ampi margini di miglioramento, come la tattica e ovviamente l’esperienza”. La chiave della vittoria contro Tresca?: “Il momento di svolta è stato quando sul 4-5 15-40 ho servito un ace. Mi è aumentata la fiducia e l’appoggio del pubblico ha fatto il resto”. A seguirne le gesta anche il suo sport manager Davide Bima nella cui scuderia figurano tra gli altri Thomas Fabbiano, Salvatore Caruso, Luca Giacomini e Jasmine Paolini. Far le cose bene anche sotto il punto di vista della gestione dell’immagine è fondamentale in un settore dalla concorrenza sempre più agguerrita. Il resto lo fanno il cuore, messo in campo ieri sera, e il talento.

di Roberto Bertellino

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