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SONEGO E ARBINO STANNO PREPARANDO IL 2020

Lorenzo Sonego e Gipo Arbino stanno preparando il 2020: “Lavoreremo anche a Natale – ha sottolineato il coach torinese – perché il 2020 è ormai alle porte. Lorenzo ha ancora grossi margini di miglioramento, sia dal punto di vista fisico che tecnico, rovescio e risposta in particolare. Ci stiamo concentrando su tali aspetti e nel 2020 ci presenteremo pronti alla sfide”. In trasmissione a Rete 7 Lorenzo Sonego, oggi numero 52 Atp, ha rivissuto la stagione esaltante 2019, e le tante emozioni provate: “Indimenticabile quella sul centrale del Roland Garros, contro un mio idolo di giovane bambino che guardavo in televisione, il più forte di tutti i tempi, Roger Federer. All’inizio ero bloccato, poi ho sciolto la tensione e giocato quasi alla pari il secondo ed il terzo set. Una bella sensazione, fortificante. Lui ha un tennis incredibile, con soluzioni uniche e nei momenti difficili riesce sempre a fare la differenza”.

I QUARTI A MONTECARLO

Prima era arrivato il quarto di finale, inatteso, al Masters 1000 di Montecarlo: “Avevo fatto i quarti a Marrakech – ha ricordato il giocatore – e step dopo step sono salito nei quarti. Incredibile. Molto bella la vittoria con Khachanov, poi contro Lajovic ho avuto anche set point ma non l’ho concretizzato. Evidentemente era più la sua giornata che la mia, ma nel tennis ci sta”. Da quel momento Lorenzo Sonego è anche diventato un personaggio inseguito dai media: “E ho iniziato a dover fare – sorride – anche le interviste in inglese. che non è la mia lingua preferita”.

LA VITTORIA AD ANTALYA
Poi il primo successo Atp, ad Antalya, sull’erba turca: “Non era preventivato che arrivasse già quest’anno il primo titolo nel massimo circuito – ha proseguito – ma è stata una settimana in crescendo, anche se lottata partita dopo partita. La semifinale giocata in due giorni non è stata facile”. “E’ stato molto bravo a chiuderla subito non appena tornati in campo il giorno dopo, contro un giocatore esperto come Carreno Busta – precisa il coach – perché praticamente era già vinta ed invece Lorenzo ha dovuto aggiudicarsela due volte. Perfetto nel tie-break per non crearsi ulteriori problemi. In finale ha battuto un giocatore forte come Kecmanovic dimostrando di essere maturato sotto ogni punto di vista. Ha giocato bene in difesa e servito benissimo, arma che a mio parere dovrà sempre più usare per salire ancora. Al termine, per entrambi, tanta gioia e commozione”.

LA CRESCITA SIMBIOTICA
Una crescita quasi in simbiosi quella di Sonego e Arbino, nelle rispettive sfere professionali: “Arrivavo dal calcio, le giovanili del Torino – ricorda Lorenzo – e dopo due anni di “coabitazione” con il tennis ho scelto la racchetta”. “Quando lo conobbi – gli ha fatto eco il coach – ero direttore tecnico al Circolo della Stampa Sporting e fu suo padre a chiedermi di dargli un’occhiata. Fu un maestro del circolo a fargli la prova, Bonaiti, e subito si stupì per il fatto che quel ragazzino dimostrasse grande destrezza nonostante le sole tre lezioni prese fino a quel momento. Senza ansie e tensioni il suo è stato un progredire graduale, con pochi tornei internazionali giovanili e tanta attività regionale e Open. Poi i primi futures e i primi acuti”.

WIMBLEDON E GLI US OPEN
Tornando al 2019, dopo il titolo di Antalya, il tuffo a Wimbledon: “Quasi catapultato sui prati inglesi – prosegue Sonego – messo immediatamente sull’aereo dopo la vittoria. Immediatamente in campo, contro un giocatore forte come Granollers, con il mal di schiena che si faceva sentire e condizioni completamente diverse rispetto a quelle turche. Sono uscito sconfitto, ma senza aver fatto drammi”. Nell’ultimo Slam di stagione, gli US Open, sensazioni multiple: “Prima la grande gioia per essermi preso la rivincita contro Granollers, superato nettamente, poi la delusione per la sconfitta contro Pablo Andujar. Sono incappato in una giornata in cui nulla funzionava. Non ero reattivo e combattivo come mio solito e avevo l’atteggiamento sbagliato, cosa che normalmente non mi capita. Forse l’aspettativa su quel match era stata troppo alta e ho patito le pressioni”.

IL BIS A GENOVA
Dopo l’eliminazione un po’ di scoramento ed il dubbio se partecipare o meno, da campione uscente, al Challenger di Genova: “E’ stato Gipo a convincermi e la scelta si è rivelata quella giusta. Sono stati incontri tutti tirati ma non potrebbe essere diversamente in quello che considero, e non solo io, il Challenger più importante al mondo. In finale ho vinto un game facendo serve & volley come mi ha detto di fare il coach. Praticamente quel game l’ha vinto lui e dallo stesso sono poi riuscito ad arrivare al titolo, per il secondo anno consecutivo. A Genova mi sento come a casa, ci sono i miei amici di Torino e l’atmosfera è veramente quella del grande torneo”.

LA COPPA DAVIS
Nel finale di stagione è poi arrivata la convocazione in Davis per la fase finale a Madrid: “Un’esperienza bellissima perché era la mia prima volta e l’ho vissuta con gli amici di sempre come Matteo Berrettini. Peccato per l’esito e per quanto concerne la formula credo che qualcosa debba essere cambiato. Non ha senso terminare i match nel cuore della notte, per nessuno e tanto meno noi giocatori”. L’inizio del 2020 vedrà Lorenzo Sonego scendere in campo a Doha in preparazione agli Australian Open, dove sarà in tabellone principale e cercherà il primo acuto stagionale: “Non so ancora se lo seguirò a Doha – ha concluso Gipo Arbino – perché mi sto riprendendo da una piccola operazione. Ci sarà però il preparatore atletico itinerante che segue Lorenzo nel circuito, Fiorucci, per proseguire il lavoro intrapreso e mirato a farlo ulteriormente crescere anche dal punto di vista fisico”.

di Roberto Bertellino

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