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A BERGAMO NIENTE FINALE PER L’ALLARME CORONAVIRUS

L’edizione 2020 del Challenger di Bergamo passerà alla storia come primo caso di torneo internazionale interrotto per emergenza sanitaria. Il decreto d’emergenza che ha colpito la Lombardia e altre regioni del Norditalia e che ha portato alla cancellazione anche di alcune partite della serie A di calcio, vedi Atalanta – Sassuolo, ha costretto gli organizzatori ad annullare la prevista finale tra l’ucraino Illya Marchenko ed Enzo Couacaud, ai quali andranno punti e premi per aver raggiunto l’atto conclusivo della rassegna. La decisione è diventata definitiva in mattinata, attorno alle 10 di domenica 23 febbraio, quando il direttore del torneo Marco Fermi ha contattato la Prefettura. E’ stata anche chiesta una deroga, ovvero la finale a porte chiuse, che i due giocatori avrebbero voluto disputare, ma non si è andati verso tale soluzione. Neppure l’interessamento di Bergamo TV, emittente locale che ha una forte diffusione (200.000 contatti quotidiani) ed avrebbe trasmesso la diretta della finale non ha fatto superare le cause di forza maggiore. Si sono così persi anche i momenti collaterali all’ultimo atto del torneo. Non è mancata però la solidarietà immediatamente espressa dagli sponsor che hanno confermato il proprio appoggio anche in ottica futura. Delusi anche i due potenziali protagonisti: “Spiace molto – ha detto Marchenko – soprattutto dopo aver combattuto duramente per l’intera settimana e neppure giocare senza pubblico è stato possibile. C’è un po’ di preoccupazione perché se tutto questo è successo in Italia può capitare ovunque. Inoltre non mi capita tutte le settimane di arrivare in finale”. “Sono decisioni che spettano ai Governi e alle Città – ha detto Coucaud – non certo al mondo del tennis, anche se spiace perché venivo da una settimana splendida”.

I PRECEDENTI
La cancellazione della finale non ha precedenti simili. Fino ad ora le cause erano quasi sempre state di carattere meteorologico. Capitò a Monte Carlo nel 1981 con in campo Jimmy Connors e Guillermo Vilas. La loro sfida fu sospesa per pioggia sul 5-5 del primo set e non venne più ripresa. Nel 1968 la pioggia impedì lo svolgimento della finale del Queen’s tra Clark Graebner e Tom Okker. Altre rassegne non arrivarono nemmeno alla finale per lo stesso motivo, vedi l’ATP di Rancho Mirage nel 1980 bloccato prima delle semifinali e quello di Lugano (Wta) nel 1983 che si bloccò prima dei quarti. Interrotta invece sul 6-0 1-0 per Lendl la finale dell’ATP di Rotterdam 1984, contro il già citato Connors. In quel caso per una telefonata anonima che annunciava la presenza di un ordigno nei pressi del campo centrale. I controlli non rivelarono nulla ma Ivan Lendl si rifiutò di tornare sul terreno di gioco e la rassegna rimase senza un vincitore.

di redazione

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