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NAOMI OSAKA, DUE ANNI DOPO A NEW YORK

Sembra passato un secolo da quando due anni fa Naomi Osaka batteva a New York, nella finale Slam, SerenaWilliams in polemica con il giudice di sedia, e quasi piangente nemmeno poteva godersi il suo primo titolo major. Ieri l’ha fatto, al termine di quasi due ore di lotta contro la bielorussa Victoria Azarenka (che ha così visto fermarsi la sua striscia positiva che durava dal WTA di Cincinnati), e con se stessa vista l’assenza di pubblico. Vittoria, poi tuffo sul centrale, con la folta capigliatura quasi a disegnare un quadro sul terreno, per la gioia dei fotografi (pochi) presenti.
Terzo titolo Slam in carriera per la 22enne giapponese, arrivato dopo 1 ora e 52 minuti non senza difficoltà. Partenza lanciata della rivale che è sembrata in completo dominio degli scambi fino al 6-1 2-0. Osaka ferma sulle gambe e quasi sempre costretta a rincorrere, anche dal punto di vista psicologico. Poi la svolta, la reazione della campionessa che ha ribaltato i giochi, ridotto gli errori e potenziato i colpi, fino a vincere il secondo set 6-3 e salire 4-1 nel terzo. Brava la Azarenka a crederci ancora, tenere un game lottatissimo per il 2-4 e operare il contro-break del 3-4. Un attimo di relax le è però stato fatale. Naomi Osaka è ripartita e ha conquistato i duesuccessivi game, quelli del trionfo finale sull’1-6 6-3 6-3. E’ lei la nuova campionessa US Open, nome degno anche per un’edizione a dir poco strana.

di redazione