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FOGNINI NON CI STA: “NON HO INSULTATO NESSUNO”

Ero qui per giocare a tennis, per lottare in campo: anche se stavo perdendo, non importa. Ma quello che mi hanno fatto oggi è stato qualcosa di inspiegabile. Voglio andare a fondo a questa cosa. Ho pagato per qualcosa che non ho fatto. È la prima cosa che tutti dovrebbero sapere “. Questa la prima reazione di Fabio Fognini dopo la squalifica comminatagli dal supervisor al torneo ATP 500 di Barcellona durante la sfida con lo spagnolo Zapata Miralles, n.147 del ranking. Fognini è stato squalificato quando era in svantaggio 0-6 e 4-4 nel secondo set per ‘comportamento antisportivo’, dopo aver ricevuto un’ammonizione (warning) qualche game prima per aver tirato “in cielo” una palla in un momento di nervosismo. Non è chiaro se si sia tratta di qualcosa che ha detto a un giudice di linea o in vicinanza di un giudice di linea. Ma l’intervento in campo del supervisor è arrivato come un fulmine a ciel sereno. “Ovviamente non stavo giocando il mio miglior tennis oggi, lui tirava vincenti da tutte le parti. Stavo cercando di combattere fino in fondo“, ha dichiarato il n.27 del mondo nella conferenza stampa post-partita, alla quale non si è sottratto. Anzi. Si è detto “sorpreso dal comportamento dell’arbitro di sedia e dal supervisor“. “Mi conoscete e io conosco me stesso. Non mi metterò qui a dire che sono bravo ragazzo o qualcosa del genere. Tanti si sono lamentati durante la mia carriera del mio comportamento in campo, ma oggi stavo semplicemente provando a raddrizzare la partita combattendo fino alla fine”, ha affermato. “E mi sono visto togliere la possibilità di lottare senza che mi meritassi di essere trattato così. Questa storia non finisce qui. Ho fatto di peggio nella mia carriera e non sono mai stato squalificato. E tutta la vicenda è stata gestita in maniera pessima“. Di certo un po’ di nervosismo in campo ci poteva stare: l’azzurro aveva subito l’avversario nel primo set e nel secondo stava dando l’anima per rimontare. Gli sono stati anche chiamati due “falli di piede” discutibili in momenti caldi del match. Eppure non ci sono state da parte sua reazioni particolari: “Non ho insultato nessuno – certamente quando sono incazzato, come oggi, le parolacce volano, come succede a tanti altri. Ma evidentemente me l’hanno voluta far pagare. Potevano darmi un penalty point, come mi è capitato tante altre volte, invece mi hanno impedito di continuare giocare”. “Mentre andavo negli spogliatoi sono stato fermato da persone che erano a bordo campo ed erano sorprese quanto me. A questo punto non ho intenzione di dire qualcosa che potrebbe avere conseguenze negative“, ha concluso. Ma la partita, secondo quanto ha sostenuto, non è finita. Vorrà vederci più chiaro.

dal sito www.federtennis.it