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A WIMBLEDON BENE SEPPI, SUBITO FUORI SINNER. A SORPRESA ANCHE TSITSIPAS

Giornata bagnata la prima di Wimbledon 2021 e molti incontri di quelli inizialmente programmati rinviati a domani. L’inizio ritardato di oltre 4 ore, ad esclusione di quanto previsto sui campi coperti, non ha però impedito la disputa di una buona parte del “palinsesto”. Il primo italiano a staccare un biglietto per il 2° turno è stato il 37enne Andreas Seppi, n° 90 ATP, opposto al portoghese Joao Sousa. L’esperto giocatore di Caldaro, alla 16esima partecipazione a Wimbledon dove ha raggiunto gli ottavi nel 2013, ha impiegato un set per trovare il giusto ritmo su una superficie come l’erba che peraltro lo ha sempre visto protagonista. Pareggiati i conti nel secondo set è stato il terzo a fare la differenza. Dopo aver annullato alcune palle break sul 4-4 è stato lui a conquistare la frazione al 12° gioco e alla quarta palla utile. Sousa si è come spento e Seppi è stato bravo a non lasciare le redini del match. Con altri due break ha chiuso le ostilità e superato il primo step del prestigioso torneo. Nel secondo troverà Kudla (Usa). Impresa non riuscita invece al suo conterraneo Jannik Sinner, fermato sempre in quattro frazioni dal magiaro Marton Fucsovics, giocatore solido e più adatto di lui ai rimbalzi atipici del verde. Sinner è partito bene facendo suo il primo set ma nei successivi tre non ha sfruttato le occasioni avute ed è capitolato. Troppo pochi i match giocati sull’erba e limitate, ad oggi, le armi di cui dispone per domarla, soprattutto se il servizio non lo supporta come accaduto oggi. Belle alcune sue soluzioni tecniche ma troppo sporadiche nell’arco delle tre ore di lotta con Fucsovics, più abile nel complesso a variare il ritmo dello scambio.
Sorpreso in 1° turno anche il greco Stefanos Tsitsipas, subito in difficoltà contro Frances Tiafoe al termine a segno in tre set.
Sul centrale esordio per il campione in carica Novak Djokovic contro uno dei beniamini di casa, Jack Draper. Il britannico ha vinto il primo set, approfittando di un Djokovic alla ricerca dei migliori appoggi sul terreno umido e spesso finito a terra, ma si è arreso nei successivi tre non appena il serbo ha alzato il ritmo.

di redazione