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CAMILA GIORGI CINICA DOPO LA SCONFITTA

Sconfitta bruciante quella subita ieri da Camila Giorgi nel 1° turno degli US Open, pur al termine di una partita discreta contro l’ex n° 1 del mondo Simona Halep (6-4 7-6). Lo testimoniano le sue parole di commento, in netto contrasto con le lacrime di commozione dopo il successo eclatante di pochi giorni fa nel WTA 1000 di Montreal: “Non penso che il successo di Montreal mi abbia distratta. Semplicemente oggi non ha funzionato per nulla la mia risposta. Mi dispiace aver perso ma non succede nulla. Per me il tennis è un lavoro, non è la vita. Ogni giorno preparo il borsone e vado a lavorare. In futuro farò altri lavori, la mia vita è fuori. Anzi a volte è quasi difficile lasciare casa per venire a giocare a tennis. Sicuramente giocherò a Chicago, c’è ancora abbastanza da fare da qui a fine stagione”.
Speriamo che sia stata la delusione a guidare il filo del discorso perchè la componente emotiva nello sport, personale e trasmessa a chi guarda, è una delle note caratterizzanti la prestazione, tennistica e non. Ridurre tutto ad un “lavoro” pare cinico e dozzinale, in sintesi poco in linea con l’indole di chi pratica a qualsiasi livello. E senza voler cadere nel banale è sempre meglio preparare un borsone per andare a giocare a tennis in alcuni dei teatri più suggestivi del mondo, che il “baracchino” per recarsi in fabbrica. Prima di parlare a volte occorre riflettere , come forse pensare un po’ di più al servizio della Halep per trovare le giuste contromisure. La partita di ieri era perfettamente alla portata della Camila dell’ultimo periodo, quindi trattasi di un’occasione persa, forse proprio perchè il tennis e lo sport sono fuoco che arde dentro ognuno di noi e non “mero” lavoro, con tutto il rispetto per ogni genere di professione. Preferiamo le lacrime di gioia a questo freddo commento.

di redazione