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IERI I PRIMI ALLENAMENTI TORINESI DI MATTEO BERRETTINI. NE PARLA IL SUO COACH VINCENZO SANTOPADRE

A Torino Matteo Berrettini è arrivato ieri con il coach di sempre, Vincenzo Santopadre che ha espresso le sue prime sensazioni sull’ambiente: “Siamo stati proiettati direttamente al Pala Alpitour dall’aeroporto. Il primo impatto è stato positivo, mi pare che l’organizzazione sia ottima e l’attenzione per Matteo si è subito rivelata certosina. Credo che un occhio di riguardo per l’unico giocatore italiano tra gli otto big sia anche logico averlo”. Conoscevate già Torino o si tratta di una prima volta per entrambi?: “Non proprio una “prima” ma non possiamo dire di conoscerla. Io ci sono stato alcune volte ma sempre di corsa e con Matteo eravamo venuti due anni fa per gli Awards di Supertennis TV, alla Lavazza”. Parliamo del primo allenamento, quali le sensazioni?: “Siamo stati sia sul centrale che sul “practise” della sede di gara. La prima impressione è che il terreno sia veloce e le palle viaggino. Con il trascorrere dei giorni Matteo cercherà di incrementare il feeling con il terreno di gioco e con l’ambiente. Come sempre accade quando ci si presenta in un torneo occorre un po’ di tempo per trovare i giusti meccanismi e l’adattamento necessario”. E’ un bene che il campo sembri veloce per il tennis di Matteo?: “Ovvio che il servizio sia un’arma importante per lui, anche se non disdegna scambiare e costruirsi il punto. Ha dimostrato nelle ultime stagioni di possedere un tennis versatile e adatto a più superfici. Credo che sarà difficile per tutti portare a casa un break”. Quali sono le condizioni fisiche del finalista di Wimbledon?: “Direi buone, il problema al collo è stato superato e il periodo di riposo lo ha rigenerato. L’aver saltato Parigi Bercy tutto sommato è stato un bene in tal senso”. Berrettini è alla sua seconda presenza alle Finals, dopo l’esordio a Londra, due stagioni fa. Sono aumentate le pressioni?: “Certo e non potrebbe essere diversamente. Matteo ha dimostrato di valere stabilmente la top ten a suon di risultati. In ogni torneo, e sarà così anche a Torino, si presenta per dare il meglio e ormai questo meglio significa vincere. Ha anche imparato a gestire in modo adeguato le tensioni. In casa sa di poter contare sull’aiuto del pubblico e al contempo di avere le attenzioni di tutti su di sé. Per questo è necessario anche farlo rimanere tranquillo”. A breve (questa sera alle OGR) ci sarà il sorteggio dei gironi. C’è qualche giocatore che non vorreste avere nella prima parte di gara, al Round Robin?: “Le differenze sono minime, anche se Djokovic e Medvedev partono un po’ favoriti. Se si vuole il massimo non bisogna farsi questo tipo di problema”. Avrete tempo anche per visitare la città?: “Tra Finals e Coppa Davis spero che ci sia lo spazio per farlo. Me la descrivono tutti come affascinante e contiamo di poter assaporare almeno parte delle sue bellezze e della sua storia”.

di redazione