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CAMILA GIORGI IERI ALLO STAN VALMORA AL FAN VILLAGE DI PIAZZA SAN CARLO

C’è spazio anche per la numero 1 d’Italia e 34 della classifica WTA, Camila Giorgi, alle Nitto ATP Finals di Torino. Ieri l’azzurra, 29 anni marchigiana, è stata ospite nel pomeriggio allo Stand Valmora, nel Fan Village di Piazza San Carlo. Dopo un bagno di folla, con autografi e tanti sorrisi, a testimonianza del fatto che il pubblico le vuole bene, Camila si è aperta ai taccuini dei media, tornando sulle grandi imprese di stagione e guardando al 2022, senza dimenticare l’occasione unica di questo grande evento in Italia: “Le Finals a casa nostra e a Torino – ha esordito – rappresentano un motivo di orgoglio per tutto il movimento del tennis azzurro. Per noi che ne facciamo parte sono uno stimolo a fare sempre meglio. L’atmosfera di questi giorni è entusiasmante, fa bene allo sport in genere e chiaramente a chi vive e ama la nostra disciplina. Un’occasione unica che fortunatamente si ripeterà ancora per i prossimi quattro anni”.

La vittoria di Montreal
Passiamo al campo e partiamo dal momento più bello per lei nella stagione appena conclusa, il successo nel WTA 1000 di Montreal. Tutto ha concorso in quella settimana a raggiungere il massimo: “Ho giocato bene fin da inizio anno – ha sottolineato la marchigiana – poi qualche piccolo infortunio ma non grave. Nel complesso sono riuscita ad avere quella continuità che in altre stagioni mi era mancata. Avevo già fatto bene a Eatsbourne e in terra canadese tutto ha funzionato in maniera perfetta, nonostante il tabellone sia stato molto difficile. Sapevo di avere nelle mie corde un successo del genere e sono riuscita a dimostrarlo sul campo. Una soddisfazione che ancora adesso porto dentro e mi aiuta a pensare in positivo in ottica 2022”. Il torneo dei sogni è ammantato dalle atmosfere britanniche, invece: “E’ Wimbledon, senza dubbio – ha proseguito Camila – perché riesco ad esprimere bene il mio tennis e sfoderare i colpi senza dover allungare troppo gli scambi. I quarti raggiunti in carriera lo dimostrano”.

di redazione