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NADAL E AUSTRALIAN OPEN…NON E’ SCONTATA LA PRSENZA

Più la carriera di un tennista si allunga e più il rientro in campo si fa complesso. Rafael Nadal con la lunga serie di infortuni patiti in carriera lo sa bene, e ora che ad Abu Dhabi è tornato ad assaggiare il campo è il momento di fare un primo piccolo bilancio. Dopo la sconfitta nel match di esordio con Andy Murray nell’esibizione Mubadala WTC, il tennista maiorchino ieri è stato battuto anche da Denis Shapovalov per 6-7(4) 6-3 10-6 e queste sono state le sue considerazioni: “Sono contento di essere tornato finalmente in campo. Non ho pensato troppo alla tattica, ho cercato di ritrovare le sensazioni del match e di giocare in modo competitivo. Quando sono fermo da troppo tempo mi accorgo che mi mancano gli automatismi, devo pensare di più a cosa fare, ma alla fine credo di aver fatto cose buone e sono felice di aver iniziato la strada verso il ritorno al mio livello migliore.”
Attualmente numero 6 del mondo, prima di questi due incontri Rafa non scendeva in campo dal 6 agosto quando era stato sconfitto da Lloyd Harris al terzo turno del torneo di Washington. È chiaro che le partite di esibizione vadano analizzate con le pinze ma resta il fatto che questo non è certo il modo migliore per prepararsi al rientro in campo dopo circa cinque mesi di assenza; tenendo conto anche delle esibizioni dunque, Nadal non perdeva tre incontri consecutivi da fine 2018-inizio 2019 quando perse in semifinale agli US Open da del Potro e successivamente fu sconfitto da Anderson e Kyrgios in altrettante esibizioni. Tornando al presente invece, il 35enne Nadal sta smaltendo un problema al piede sinistro e le sue condizioni sono ancora da valutare. “Ho bisogno di parlare col mio team”  ha detto in conferenza dopo il match perso con Shapovalov. Poi parlando della sua partecipazione agli Australian Open al via il 17 gennaio ha fatto sapere: “Ad essere completamente onesti non posso garantire al 100% che ci sarò. L’idea è di andare lì e provare a dare il mio meglio in Australia: questo è l’obiettivo e questa è la mia idea. Dobbiamo vedere come reagisce il mio fisico dopo questi due giorni, poi sarà il momento di prendere decisioni. Vivo giorno per giorno in questo momento della mia carriera e dopo tutte le difficoltà che ho passato, ho bisogno di pensare molto bene a ogni passo da fare“. Lo Slam inaugurale della stagione non è affatto quello dove lo spagnolo riesce ad esprimersi meglio (ha trionfato solo una volta e nelle ultime due edizioni si è fermato ai quarti di finale) e inoltre proprio lo scorso anno dopo la vittoria su Fognini a Melbourne aveva detto: “Non vinci un torneo come questo se sei infortunato“. Dunque se lui davvero ambisce ad alzare al cielo lo Slam numero 21, dovrà ammettere a se stesso se è o no completamente guarito dall’infortunio. Il Mubadala WTC è stato vinto da Rublev in finale su Murray.

articolo tratto da UBItennis.it