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LA CRESCITA DI MATTEO, DOMANI IN CAMPO CONTRO CARRENO BUSTA

Per battere Alcaraz dovrò usare l’esperienza”, aveva detto Matteo Berrettini alla vigilia della sfida con l’enfant prodige spagnolo, e così ha fatto. Al tie-break decisivo il rivale aveva vinto otto volte su otto, ma nessuno degli altri match pesava come questo e stavolta la differenza l’ha fatta il numero uno azzurro, sul filo di lana, guadagnandosi la seconda settimana in un torneo del Grande Slam per la quinta volta consecutiva. Roba da vero big.
“Nel finale mi sono ripetuto che avrebbe vinto il giocatore che lo desiderava di più. Evidentemente sono stato io. Ho cercato di pensarla così per essere pronto, e ho lottato davvero duramente. È quello che ha fatto la differenza. Alla fine dipende dalla lotta e dalla capacità di fare le cose giuste. La caviglia? Tutto ok, è stata una distorsione leggera, ci sono abituato”. “Mi sono trovato avanti di 2 set: ero abbastanza in controllo, ma sentivo che sarebbe stato necessario mantenere un’intensità molto alta. In quel momento il mio avversario è stato bravo a rimanere aggrappato alla partita con i denti, la sfida è girata e in un attimo mi sono ritrovato al quinto set. A quel punto ho solo cercato di continuare sulla mia strada, facendo ciò che aveva funzionato nei primi due set. Ho provato a spingere, ad allontanare il mio avversario dalla linea di fondo e a prendere campo. Ci sono riuscito in parte, ma poi penso di aver giocato un grandissimo tie-break”.
“Se ho avuto paura di perdere? Diciamo che all’inizio del quinto set non tirava una bella aria, ma ero fiducioso, sapevo di poter inserire una marcia ancora superiore. Poi c’è stato l’episodio della caduta: mi ha spaventato, ma appena mi sono reso conto che non era nulla di grave mi sono fatto forza. Credo di essermi meritato la vittoria, preparando la partita molto bene anche in termini di atteggiamento. Mi aspettavo un inizio aggressivo da parte di Alcaraz, giocatore molto fisico e vivace, ma sono stato bravo a contenerlo e poi a giocare meglio di lui. E alla fine ne avevo ancora: un segnale molto positivo”. “Non so dire se sia stata la mia maggiore esperienza a fare la differenza, anche perché nell’ultima sfida al tie-break decisivo aveva vinto lui. E poi non avevo mai giocato un tie-break decisivo ai 10 punti: è qualcosa di strano, di diverso, al quale non siamo abituati. Non saprei dire se sono favorevole o contrario, anche se oggi ho vinto, quindi direi che mi piace (ride, ndr). Oggi credo di essere stato migliore rispetto al mio avversario in alcuni momenti. E la sua giovane età in uno Slam pesa di più che negli altri tornei”. “Contro Carreno Busta mi ci sono solamente allenato una volta, ma non ci siamo mai affrontati. Sarà una sfida interessante, contro un giocatore poco appariscente ma solido, che sta giocando bene, e al quale piace giocare qui in Australia e sul cemento. Tutti pensano che possa competere a certi livelli solo sulla terra battuta, ma è davvero un ottimo giocatore anche sul duro e ha raggiunto già due semifinali Slam. Sarà una sfida difficile, come è normale che sia visto che si tratta del quarto turno in un torneo del Grande Slam. Ma sono fiducioso: credo che oggi il livello sia stato molto alto, e sto migliorando in continuazione. Sono pronto, e l’idea di potermi giocare l’accesso a un altro quarto di finale Slam mi fa sentire bene”.

dal sito www.federtennis.it