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VOLANDRI PARLA DA BRATISLAVA. PER SONEGO VOGLIA DI AZZURRO

Alcune dichiarazioni del CT azzurro Filippo Volandri durante gli allenamenti a Bratislava
Da Torino a Bratislava con un gruppo sempre più compatto e allargato…
“Questo è quello che mi rende più orgoglioso essendo al di là del ruolo di capitano Coppa Davis il direttore tecnico della federazione da ormai sei anni. Ciò su cui abbiamo basato la nostra crescita è proprio la relazione con gli allenatori, con i coach dei ragazzi. Probabilmente prima ci si focalizzava molto sui giocatori. Continuiamo a farlo, ma focalizzandoci anche sugli allenatori per far crescere un movimento. Adesso, dopo un po’ di anni, si vede un sistema. Gli allenatori si parlano tra di loro, noi abbiamo un ottimo rapporto con i coach stessi perché mi piace chiamarci dei potenziatori dei team. Siamo dei consulenti in primis, diventiamo dei collaboratori poi. Grazie a una federazione come quella che abbiamo riusciamo a dare dei servizi altrimenti questi team non potrebbero mai avere”.
Un capitano giovane alla guida di un gruppo giovane…“Sicuramente posso più facilmente entrare nella testa dei giocatori proprio perché ci sono passato non tanto tempo fa, ho fatto quel percorso. Mi facilita il fatto che alcuni di loro li ho avuti come compagni di avventura. Però il passo dall’altra parte è molto più grande, credo di aver studiato tanto perché in questo lavoro non si smette mai di imparare. Tanto più in un tennis che è molto diverso da quello che giocavo io. Noi eravamo abituati ad avere un allenatore che ti faceva un po’ da tutto. Da coach, da psicologo, da amico, a volte si sostituiva al preparatore atletico. Adesso il giocatore moderno ha uno staff dove ognuno ha la propria competenza, la propria parte. E’ questo è ciò che la federazione cerca di mettere al servizio dei ragazzi”.
Così invece Lorenzo Sonego, pronto al nuovo appuntamento con la maglia azzurra: “Non vedo l’ora di iniziare questa nuova esperienza perché essere convocato in Davis è sempre un onore. Non so ancora se giocherò o meno ma far parte di questa squadra è molto importante. Siamo tutti molto amici e molto legati e anche per questo è bello disputare la Davis. Forse saremo io e Jannik a giocare nuovamente insieme. Ci siamo trovati bene a Torino anche se speravamo di andare oltre ai quarti e arrivare a Madrid. Scenderemo in campo con il solito spirito che ci accomuna di grande grinta, voglia, sacrificio, ciò di cui abbiamo bisogno”. Un breve passo indietro per rivivere la trasferta sudamericana: “La considero positiva perché ho giocato molto e con avversari forti. Mi sono allenato tanto sia in singolo che in doppio, giocato a fianco dell’amico di sempre Andrea Vavassori e ottenendo buoni risultati. Quindi da leggere con fiducia in chiave stagionale”.

di redazione