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SINNER SI RISVEGLIA SULL’ORLO DELLA SCONFITTA E SALE NEGLI OTTAVI A MIAMI

Per circa 2 ore e tre quarti non è stato un gran Jannik Sinner, quello sceso in campo a Miami nel 3° turno del Masters 1000 in cui è chiamato a difendere la finale dello scorso anno. Opposto allo spagnolo Pablo Carreno Busta, giocatore solido ed esperto, l’altoatesino ha faticato e non poco cedendo il primo set al rivale, annullandogli un match point nella seconda frazione e trovandosi a rincorrerlo nel terzo 2-5 e 0-30. A quel punto Jannik ha raccolto le forze residue e si è quasi liberato, ribellandosi alla sconfitta. Ha annullato altri quattro match point all’iberico e dopo 3 ore e 11 minuti ha alzato le braccia al cielo, poco dopo aver portato il pubblico, non solo italiano, dalla propria parte. Alla fine si è imposto 7-5 al terzo set e si è regalato gli ottavi dove troverà Nick Kyrgios, fresco di successo contro Fabio Fognini. Una gran dimostrazione di carattere del 20enne pusterino, seguito in tribuna da un “affaticato” Vagnozzi che è parso anch’egli sull’orlo di “una crisi di nervi”. Sta lavorando l’azzurro, e si vede, specialmente sul gioco di volo e nella fase di avvicinamento alla rete. Nel momento più delicato del match ha trovato anche il servizio e qualche volèe vincente, in alcune circostanze pure fortunose. Ma è l’atteggiamento che più è piaciuto, quello del campione che non vuole perdere e alla fine riesce nell’impresa, pur essendo in profonda fase involutiva e non potendolo nascondere. In più porta sulle spalle il peso di una scelta non facile come quella di lasciare il certo per l’incerto, dopo tanti anni di convivenza con Riccardo Piatti e il suo staff.

di redazione